IN ITALIA MUTUI E PRESTITI PIÙ CARI D’EUROPA
Nonostante l’allentamento della politica monetaria della Bce, per le famiglie italiane il costo del denaro è più caro rispetto ai principali Paesi dell’Eurozona. Un divario ancora più netto per il credito al consumo, utilizzato sempre più per le spese quotidiane. Sileoni: «La ripresa della domanda di mutui è un segnale positivo, ma i tassi italiani restano ancora troppo alti. Banche, istituzioni e politica monetaria dovrebbero intervenire rapidamente».
IN ITALIA IL CREDITO È UN LUSSO: PRESTITI E MUTUI PIÙ ALTI DELLA MEDIA EUROPEA PRESTITI ALLE FAMIGLIE OLTRE I 604 MILIARDI: +23,3 MILIARDI IN UN ANNO
IL SUD ACCELERA: PUGLIA PRIMA IN ITALIA PER CRESCITA (+4,5%)Â
CREDITO AL CONSUMO: USATO COME SOSTITUTO DEL REDDITO.
Nonostante l’allentamento della politica monetaria della Bce, per le famiglie italiane mutui e prestiti restano più cari rispetto ai principali Paesi dell’Eurozona. Inoltre, il contesto internazionale tornato più instabile, tra tensioni geopolitiche, la guerra in Iran e nuovi segnali di pressione inflazionistica, rende ad oggi poco probabile un allentamento duraturo delle condizioni di finanziamento per famiglie e imprese. A inizio 2026 il tasso medio sui mutui in Italia si attesta al 3,55%, contro il 3,06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media europea del 3,23%. Il divario è ancora più marcato sul credito al consumo: i prestiti personali in Italia viaggiano all’8,11%, ben al di sopra della media europea del 7,51%. Il confronto europeo sull’andamento dei finanziamenti alle famiglie negli ultimi anni conferma differenze significative nel costo del credito tra l’Italia e il resto dell’Eurozona, con effetti diretti sui bilanci e sui redditi di chi ricorre ai prestiti. Dalla Spagna alla Finlandia, passando per i principali mercati europei, l’Italia si colloca stabilmente tra i Paesi con tassi sui mutui sopra la soglia del 3% e con un marcato disallineamento sul credito al consumo, dove il tasso medio supera sempre l’8%.