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Il Monte ha deciso: sì all’aumento di capitale
Articolo del 3 novembre 2014

Da Repubblica


Banca Monte dei Paschi di Siena ha fatto sapere che e' in corso il confronto con le competenti Autorita' per la definizione del Capital Plan necessario a 'tappare' il deficit di capitale emerso dagli stress test della Bce. 'Attualmente - riferisce una nota della banca - le misure ipotizzate prevedono la copertura integrale del deficit attraverso un aumento di capitale, mentre non e' allo studio l'esercizio da parte di BPMS della facolta' di conversione anticipata dei c.d. .


Da Il Corriere Fiorentino

Il Monte ha deciso: sì all’aumento di capitale

Rocca Salimbeni annuncia l’operazione per 2,1 miliardi di euro. Mercoledì, il Cda dell’istituto, definirà i dettagli dopo la «bocciatura» europea agli stress test

di Mauro Bonciani

Banca Monte dei Paschi ha deciso di porre fine alle incertezze dopo la bocciatura della Bce che in una settimana sono costate il 40% della capitalizzazione (sono stati bruciati due miliardi di euro). Ed ha annunciato che procederà ad un nuova aumento di capitale da 2,1 miliardi, dopo quello da 5 miliardi chiuso con successo a giugno.

La mossa era nell’aria e Rocca Salimbeni ha deciso di anticipare l’apertura della Borsa di lunedì mattina per dare un segnale forte ai mercati e ai suoi azionisti, grandi e piccoli. La Banca Centrale Europea ha fissato in 2,1 miliardi la carenza di deficit del gruppo senese e Rocca Salimbeni ha reso noto che «prevede la copertura integrale del deficit attraverso un aumento di capitale».

Non solo, Banca Mps ha aggiunto infatti, che non ricorrerà alla conversione dei Monti Bond in azioni a favore dello Stato ordinarie «ovvero a qualsiasi altra ipotesi che veda il ministero dell’Economia e delle Finanze intervenire nella forma di nuovi aiuti di Stato, come dichiarato più volte dallo stesso ministero», togliendo dal tavolo ogni ipotesi di nazionalizzazione, anche parziale.

La risposta all’Europa

La richiesta di capitale della Banca Centrale Europea è di 2,1 miliardi e il nuovo aumento di capitale potrebbe essere appunto di 2,1 miliardi, anche se la cifra potrebbe diminuire, dato che l’istituto ha precisato che questa misura sarà accompagnata dalla «cessione di asset finanziari, volte a rafforzarne ulteriormente il profilo patrimoniale, la cui solidità è peraltro già stata attestata dall’ampio superamento degli Aqr».

Sarà il consiglio di amministrazione di mercoledì 5 (quindi prima del 10 novembre, termine ultimo fissato dall’Europa per una risposta) che renderà noti i dettagli del piano. Piano che sembra vedere i soci, Fondazione compresa, pronti a sottoscrivere la propria quota: per Palazzo Sansedoni 52 milioni. 


Da Il Sole 24 ore

Mps: prevediamo copertura integrale del deficit da 2,1 miliardi. Mercoledì il cda per l’aumento

A una settimana dai risultati del comprehensive assessment della Bce e dell'Eba che hanno imposto una ricapitalizzazione per 2,1 miliardi, il Monte dei Paschi si avvia a definire il suo piano, che mercoledì sarà sottoposto al cda della banca.

Lo ha comunicato la banca, confermando le anticipazioni del Sole 24 Ore: «Attualmente le misure ipotizzate prevedono la copertura integrale del deficit attraverso un aumento di capitale – recita la nota del gruppo -, mentre non è allo studio l'esercizio della facoltà di conversione anticipata dei c.d. Nuovi Strumenti Finanziari (i Monti bond, ndr) in azioni ordinarie ovvero qualsiasi altra ipotesi che veda il Ministero dell'Economia e delle Finanze intervenire nella forma di nuovi aiuti di Stato, come dichiarato più volte dallo stesso Ministero».

Non solo. «Il progetto di Capital Plan contiene altresì ulteriori misure non diluitive e non onerose per la Banca, tra cui la cessione di asset finanziari, volte a rafforzarne ulteriormente il profilo patrimoniale, la cui solidità è peraltro già stata attestata dall'ampio superamento dell'aqr», sottolinea ancora la banca.

La comunicazione è giunta a 12 ore dalla riapertura dei mercati, nella speranza che le notizie sul piano di autosalvataggio possano finalmente arginare il tracollo del titolo, che in una settimana ha perso il 40%, bruciando oltre 2 miliardi nello spazio di appena cinque sedute. Accantonata, almeno in questa prima fase, l'ipotesi di un matrimonio con un gruppo dalle spalle più larghe (i contatti sono in corso, ma i tempi sono lunghi), il consigliere delegato Fabrizio Viola e il presidente Alessandro Profumo stato chiudendo dunque con gli advisor Citigroup e Ubs su un nuovo maxi aumento da 2,1 miliardi: in settimana si sono condotti colloqui con le banche d'affari destinate a comporre il consorzio di garanzia (in sostanza quelle che hanno assistito Mps nell'ultimo aumento, quindi Ubs e Citi, ma anche Mediobanca, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Barclays, BofA Merrill Lynch), ma anche con gli investitori che potrebbero aderire all'aumento.

Chi saranno? Per lo più fondi esteri, soggetti analoghi a quelli entrati nel capitale del Monte nella prima parte di quest'anno, prima acquistando parte della quota della Fondazione Mps e poi sottoscrivendo l'aumento di capitale da 5 miliardi. Ora come allora, sia Profumo che Viola hanno da proporre l'investimento in una banca dai multipli decisamente sotto media finita sotto la scure delle autorità europee ma alle prese con un rafforzamento che comunque vale appena l'1,1% dei suoi attivi, come ricordato venerdì direttamente dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco.

Probabile anche la partecipazione di Fondazione Mps, che oggi ha in mano il 2,5 per cento e dispone dei 52,5 milioni necessari per aderire pro-quota, e anche i due compagni di patto Fintech e Btg dovrebbero seguirla: la decisione, tuttavia, non è né presa né scontata, e comunque dettata solo dalla necessità di difendere l'investimento effettuato nell'aumento di giugno, già perso per oltre il 50 per cento.

Dopo altre 48 ore di lavoro, dunque, il piano arriverà al board mercoledì. In modo da «pubblicarne il contenuto in anticipo rispetto al termine ultimo del 10 novembre previsto dalla Bce», sottolinea la banca.

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