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Viola: La UE ci ha penalizzato, valutiamo fusione
Articolo del 27 ottobre 2014

Da Il Sole 24 Ore


Mps ha superato l'asset quality review ma, come previsto, non lo stress test. Quello che non era atteso, era la dimensione dello “shortfall”: 2,111 miliardi che, senza i Monti-bond ancora in essere, scende a 1,35 miliardi. Tanto, soprattutto se paragonato ad altre banche europee che da anni sono in cura Ue.

Dottor Viola, al mercato che oggi riapre le contrattazioni di Borsa come spiegate i possibili rimedi allo shortfall? Escludete un nuovo aumento di capitale dopo quello di giugno da 5 miliardi?
Sabato il cda di Mps ha avviato l'esame delle potenziali azioni da includere nel capital plan che sarà sottoposto all'approvazione delle Autorità di Vigilanza entro i termini previsti dalla normativa. Il nostro obiettivo è di formulare un piano solido e sostenibile. Ma la soluzione non dipende solo da noi.

 

Ieri il vicedirettore generale di Bankitalia Fabio Panetta ha detto di non vedere male un futuro takeover su Mps, se serve a migliorare la capacità di dare credito all'economia. Siete aperti a un'aggregazione?
Il consiglio di sabato ha nominato Ubs e Citigroup come advisor per valutare tutte le opzioni strategiche, e sottolineo tutte, a disposizione.

Quindi siete anche pronti a una fusione o aggregazione? Si è parlato di un'ipotesi di alleanza con Ubi Banca...
Valutiamo tutte le opzioni, tutte vuol dire tutte. Ma ad oggi non abbiamo in corso trattative con nessuno. Nè mi sembra corretto parlare di soggetti terzi.

Il ministero dell'Economia ieri ha fatto sapere che le banche suppliranno ai deficit attraverso il mercato. Si sente di escludere il ricorso a nuovi aiuti di Stato?
Lo escludo in modo categorico.

Tra gli strumenti utili a rafforzare il capitale, esiste anche l'ipotesi diversa dal puro aumento di capitale? Pensiamo all'emissione di bond additional Tier 1 o simili. Oppure a nuove cessioni di asset. Per il mercato c'è grande differenza...
L'avvio dell'esame delle diverse opzioni potrebbe includere diversi strumenti per colmare il deficit rilevato dalla Bce. Ricordo solo che eventuali cessioni di asset, visto il nuovo deficit di capitale accertato, dovrebbero naturalmente essere diverse ed aggiuntive rispetto a quelle già previste nel piano concordato circa un anno fa con la commissione europea e con le Autorità di Vigilanza.

Da oltre un anno il Monte è in “cura” presso l'Unione europea con il famoso piano imposto da Almunia. Le regole di base dello stress test prevedevano possibili deroghe proprio per le banche già sotto il controllo della Ue. Ve ne siete avvalsi?
È vero, la deroga esiste ed è stata applicata. Ma non come ci saremmo aspettati. L'articolo 26 del manuale Eba stress test del 29 aprile diceva che le banche con piani di ristrutturazione sarebbero state sottoposte a uno scenario avverso peggiorativo di quello sottostante al loro piano, ma senza che ciò smentisse il piano di ristrutturazione stesso.

E invece come è andata?
È andata che la Bce ha interpretato l'«essere in linea» con quanto fatto dalle banche senza piano di ristrutturazione. Come dire che il nostro scenario avverso dovesse comunque essere sostanzialmente analogo a quello applicato a quello applicato alle altre banche, di fatto smentendo il principio che non sarebbero stati messi in dubbio i risultati del piano.

Vi sentite penalizzati in Europa anche per colpa della crisi del sistema Italia?
La banca tedesca Commerzbank è in ristrutturazione, anch'essa d'intesa con la Ue, da sei anni. Noi da solo dodici mesi. Eppure a noi e a loro sono state applicate le stesse regole. Applicare gli stessi criteri a banche che sono in momenti temporali diversi della loro ristrutturazione non garantisce l'equità di trattamento.

Quindi vi ritenete penalizzati dall'esame europeo condotto da Eba e Bce?
Vorrei essere chiaro: il nostro piano concordato con la Ue prevedeva una serie di iniziative che richiedono tempo per produrre i risultati desiderati. Applicare lo scenario di stress nella parte iniziale del piano, è evidente che ci penalizza molto di più di quanto non sarebbe accaduto se lo stress test fosse capitato alla fine del nostro piano, come è successo per tante altre banche in Europa che per esempio hanno iniziato la loro ristrutturazione nel 2008 o 2009.

A clienti e azionisti cosa si sente di dire? Malgrado la bocciatura di Eba e Bce nello stress test, la banca è solida?
La banca ha superato l'asset quality review, che ha misurato la qualità dell'attivo della banca e confermato la sua adeguatezza patrimoniale. Chiaramente, in uno scenario ipotetico di stress severo soffriamo come tutti. L'Italia esce da tre anni di recessione e pensare che ce ne siano altri tre mi sembra francamente poco sostenibile. In ogni caso, se lo scenario di stress dovesse davvero avverarsi, il problema non sarebbe solamente il Monte Paschi ma la tenuta sociale del Paese e dello stesso progetto europeo.

Quanto vale per il futuro il lavoro di avviato negli ultimi due anni e mezzo dal nuovo vertice di Mps?
Penso che senza il lavoro fatto negli ultimi trenta mesi, la banca avrebbe un deficit di capitale che sarebbe un multiplo di quello calcolato oggi. Abbiamo superato l'asset quality review con un capitale Cet1 del 9,5%, superiore oltrechè alla soglia Bce anche a quella previsto dal piano di ristrutturazione. La situazione di partenza era veramente compromessa e tale da imporre un totale cambiamento del management e della governance. 

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