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Ue impone amministratore indipendente per verifica
Articolo del 28 marzo 2014

Da Radiocor


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 28 mar - Un amministratore (trustee) indipendente dovra' monitorare la realizzazione di tutti gli impegni presi dall'Italia con Bruxelles per l'aiuto pubblico al Monte dei Paschi.

E' la novita' che emerge dal testo del piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione Europea nel novembre scorso e tenuto riservato per oltre tre mesi. Dal testo consultato da Radiocor emerge che il trustee chiamato a monitorare il piano deve essere indipendente rispetto alla Repubblica italiana oltre che rispetto a Banca Mps e non dovra' essere esposto a potenziali conflitti di interesse.

Il Trustee, si legge, "sara' remunerato da Banca Mps in modo da non impedire l'effettivo e indipendente svolgimento del suo mandato". La banca dovra' nominarlo dopo che avra' avuto l'avallo della Commissione. Il mandato del trustee scadra' al termine del periodo di ristrutturazione.


Da BorsaItaliana

Tagli costi addizionali se non raggiunti obiettivi di utile (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 28 mar - Il piano di ristrutturazione ha consentito al Monte dei Paschi di beneficiare dei 4,1 miliardi di cosiddetti Monti Bond che la banca deve restituire entro il 2017. Una parte verra' rimborsata con l'aumento di capitale da 3 miliardi che parte a fine maggio

Dal testo diffuso dalla Commisione Europea, con molti omissis sui target che la banca deve raggiungere anno per anno e sulle date limite entro le quali deve completare le dismissioni previste delle partecipate Mps Leasing e Factoring, Consum.it, Monte Paschi Banque e Monte Paschi Belgio, emergono ulteriori dettagli rispetto sui termini annunciati nel novembre scorso

In particolare sul taglio dei costi del personale e amministrativi. Per arrivare all'obiettivo del 2017 di un tetto di 2,37 miliardi, la banca quest'anno non dovra' superare i 2,9 miliardi e nel prossimo biennio i 2,7 miliardi con un margine di tolleranza del 2 per cento. Se tuttavia nel prossimo biennio la banca non raggiungera' gli obiettivi di utile intermedi, dovra' adottare ulteriori tagli dei costi a meno che il roe non sia uguale all'obiettivo considerato nel piano di ristrutturazione.

Tra i divieti, oltre a quello noto di non pagare i dividendi fino a quando non avra' completato l'aumento di capitale, spunta un divieto a porre in essere strategie aggressive sui prezzi che non sarebbero state attuate in assenza di aiuto pubblico e ad attuare politiche commerciali "prudenti, sane e orientate alla stabilita'". Divieto anche di utilizzo delle risorse pubbliche per campagne pubblicitarie.


Da La Repubblica

L'Ue avverte Mps sui Monti bond: se gli utili non bastano, altri licenziamenti

Nelle motivazioni con cui la Commissione europea ha dato il via libera agli aiuti di Stato, Bruxelles ammonsice la banca. Se non guadagnerà abbastanza da pagare le cedole al Tesoro, dovrà avviare nuovi tagli a cominiciare dal personale. E impone il divieto alle acquisizioni. Scarso l'impatto sui conti dai derivati Santorini e Alexandria

MILANO - Bruxelles avverte Siena: se il Monte dei Paschi non produrrà utili per pagare gli interessi sui Monti bond, dovrà tagliare altri costi. A cominciare dal personale. Dalle motivazioni del nulla osta comunitario agli aiuti di Stato a Mps, un documento di 51 pagine di cui Repubblica è in possesso, confermano la severità con cui Bruxelles ha raddrizzato un intervento che nella forma dei Tremonti bond era certo più accondiscendente. Con i 4,07 miliardi di Monti bond che li hanno sostituiti le cose andranno molto diversamente: le cedole annuali del 9% lordo (ritenute dai funzionari comunitari "appropriate, anche perché superiori al Roe", che a fine piano dovrebbe attestarsi poco sotto) andranno pagate a ogni costo. 

Se le cose andassero male nel risanamento dei conti - per esempio se le commissioni non crescessero dal 34% al 49% delle entrate senesi entro fine 2017 - "tagli addizionali di spese amministrative e del personale sarebbero necessari, fino a compensare il deficit con gli obiettivi di redditività al 2015 e 2016". Allo stesso modo, se un'autorità di vigilanza vietasse al management di distribuire le cedole per non intaccare la stabilità patrimoniale, "Mps si impegna a rinotificare modifiche al piano con misure aggiuntive", basate sui costi. E dire che gli obiettivi sui tagli sono già drammatici: "tra il 20 e il 30% delle spese sul personale e il 39% delle spese amministrative" nel periodo 2011-2017.
 

Un simile meccanismo "a oltranza" è secondo gli uffici del commissario Joaquin Almunia, che firma il documento, una garanzia che il piano di riassetto è realizzabile. Altri sacrifici, non del tutto noti finora, riguardano il divieto a fare acquisizioni durante il piano - salvo casi specifici da autorizzare - a distribuire dividendi, a spendere i soldi degli aiuti "a scopo pubblicitario", come "a implementare strategie commerciali aggressive che non sarebbero possibili senza gli aiuti di Stato". Aiuti che la banca s'è impegnata a ripagare per 3 miliardi quest'anno, 600 milioni il prossimo 2015, 150 milioni nel 2016, 321 milioni nel 2017. Con un margine di tolleranza del 10%, che rinvia all'anno successivo le morosità.

 
La disamina articolata dei tre principi cui vanno preformati gli aiuti di Stato - restauro della redditività a lungo termine, contributo adeguato degli stakeholder (il cosiddetto burden sharing) e la riduzione al minimo delle distorsioni alla concorrenza derivanti dal piano - porta la Commissione a motivare un triplice responso positivo e il conseguente via libera, già anticipato nei mesi scorsi per dare modo alla banca di accelerare il risanamento, il cui cardine è l'aumento di capitale da 3 miliardi approvato due mesi fa dall'assemblea, ma "non prima del 12 maggio" per volere della fondazione Mps prima azionista con il 31% e destinata a diluirsi perchè rimasta con tanto patrimonio quanti debiti.

La Commissione ha anche preso posizione su un punto tecnico dibattuto che riguarda la contabilizzazione di Alexandria e Santorini. Strumenti "tossici" con cui la passata gestione del Monte ha spostato nel futuro perdite utilizzando derivati (e dando filo da torcere ad autorità e inquirenti) ma che nel bilancio Mps sono trattati alla stregua di crediti, sottostanti all'acquisto e alla vendita di 5 miliardi di euro di Btp e scambiando i flussi cedolari fissi con tassi variabili irrisori con le controparti Nomura e Deutsche Bank. Alcuni osservatori, tra cui il Codacons, avevano chiesto che quelle operazioni fossero contabilizzate come derivati, quindi a valori di mercato. Bruxelles ha considerato questa l'eventualità, concludendo che l'impatto al 2017 sarebbe "molto piccolo, e non tale da intaccare il capitale regolamentare minimo" dell'istituto senese. Viene stimato nel documento un impatto di 342 milioni sul patrimonio, per il saldo di ammanchi di utili (-613 milioni), più rischi di mercato (-73 milioni) e minore riserva Afs su titoli sovrani (+344 milioni).

 

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