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Banche italiane, per Citi peggio alle spalle
Articolo del 7 febbraio 2014

da Milano Finanza


Banche italiane, per Citi peggio alle spalle

Purtroppo (secondo Citi) non per MPS

Per Citigroup il settore delle banche italiane non è più da sottopesare in portafoglio. Il broker ha infatti alzato quest'oggi il rating da underweight a neutral, promuovendo però all'interno del comparto solo Unicredit, da neutral a buy con un prezzo obiettivo rivisto da 5,8 a 6,6 euro, e Intesa Sanpaolo da sell a neutral (il target price passa da 1,45 a 2,10 euro).
 
Per gli analisti il comparto bancario italiano si sta "avvicinando alla fine del tunnel". Ora beneficerà di condizioni macro migliori (rendimenti sovrani più bassi, tassi Euribor più alti, ad esempio) e di maggiori auto-interventi (bilanci più puliti dopo la revisione della qualità degli attivi, aumentata efficienza) rispetto a prima.
 
"Alcuni di questi fattori positivi hanno iniziato a essere incorporati nelle valutazioni e, nonostante le banche italiane non siano molto a sconto in termini di rapporto prezzo/valore di libro tangibile rispetto al resto dell'Europa (anche considerando la redditività), sembrano più attraenti a livello di prezzo/utile operativo lordo", spiegano gli analisti.

"Abbiamo promosso Unicredit a seguito del recente sell-off sul titolo. Pensiamo che la banca potrebbe beneficiare della pulizia derivante dalla revisione della qualità degli attivi e di una migliore futura allocazione della redditività/capitale", prosegue l'analisi del broker, secondo cui i rischi principali sono i livelli di capitale e l'esposizione ai mercati emergenti.

Anche Intesa Sanpaolo è stata promossa in quanto gli esperti di Citi pensano che il contesto macro migliore possa essere di supporto alla redditività del gruppo. La banca ha inoltre una posizione di capitale solida e nel breve termine non ci sono catalizzatori negativi, ma la valutazione è a premio rispetto ai competitor. Per questo l'upgrade si è fermato a neutral. Comunque, entrambi i titoli potrebbero beneficiare di potenziali sorprese positive dai prossimi piani aziendali.

Il Banco Popolare (rating confermato a neutral, nessun target price assegnato) potrebbe invece essere un'interessante storia di recupero anche se gli investitori hanno bisogno di essere rassicurati sui crediti non performanti, sui livelli di copertura e sulla redditività futura della banca.

Mentre Ubi Banca (neutral, il target price passa da 4,70 a 5,80 euro) per gli analisti è il modo più sicuro per scommettere sull'Italia attraverso le popolari italiane. Citigroup continua a consigliare l'acquisto (buy) di Mediobanca con un target price a 8 euro, mentre si mantiene alla larga da Mps (sell e target price a 0,15 euro).

Naturalmente le banche italiane non sono immuni da rischi. I principali sono il basso livello di redditività (8% nel 2017) e gli alti livelli di crediti deteriorati "ma per gli investitori più coraggiosi qui è dove potrebbero esserci le opportunità", osservano infine gli analisti della banca d'affari. Le posizioni di capitale differiscono tra le banche (Intesa vanta la posizione più alta, Mps quella più bassa). Altri rischi chiave includono qualsiasi sviluppo politico/macro, impieghi/ raccolta/efficienza negativo.

Quanto, infine, all'elevato livello di crediti deteriorati, Citi si domanda se sia un dolcetto o uno scherzetto. Il livello delle sofferenze sui prestiti delle banche italiane è tra i più alti in Europa e il livello di copertura è il più basso nonostante l'aumento dei collateral. La revisione della qualità degli attivi da parte della Bce si baserà sui risultati 2013, quindi gli esperti di Citi aspettano i dati del quarto trimestre 2013 per capire se le banche italiane passeranno questo test. Cessioni (vendita o bad bank) e un recupero delle sofferenze potrebbero naturalmente essere catalizzatori positivi per le banche con un elevato livello di crediti deteriorati nei loro portafogli.

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