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MPS vara il riassetto, e la Fondazione tratta
Articolo del 1 febbraio 2014

Da La Nazione


Lavori in corso a Rocca Salimbeni: cambia il vice direttore generale vicario e si avvia una ristrutturazione della governance. Il cda di Banca Monte dei Paschi ha deliberato il piano di riassetto organizzativo delle strutture di governo della banca. Le aree strettamente collegate ai vari segmenti del core business — credito, finanza e commerciale — saranno direttamente presidiate dall’ad Fabrizio Viola, attraverso tre vice direzioni generali che rafforzano la propria specializzazione.

L'area crediti evolve in vice direzione generale crediti, a conferma della rilevanza strategica di questo settore, ed è proprio il suo responsabile — Angelo Barbarulo — ad assumere anche l’incarico di vice direttore generale vicario. Le funzioni di governo e supporto al business faranno capo ad una nuova vice direzione finanza e operations affidata a Bernardo Mingrone (già cfo), con l’obiettivo di assicurare una maggiore focalizzazione e linee guida omogenee per le attività in ambito cfo e coo (e alla guida della direzione coo viene confermato Alfredo Montalbano).

La terza area, la più commerciale, resta a diretto riporto di Viola; qui vengono costituite una direzione ‘retail e rete’ assegnata all’attuale responsabile della rete Mps Marco Bragadin e una ‘corporate e investment banking’ sotto la responsabilità di Sergio Vicinanza, già capo dell’area finanza. Mentre l’area dedicata allo sviluppo della banca on line, Widiba, sotto la responsabilità di Andrea Cardamone, viene ampliata con il business della promozione finanziaria. Si amplia, infine, il perimetro d’azione di Ilaria Dalla Riva, attuale responsabile delle risorse umane, cui viene affidata una direzione — a diretto riporto dell’ad — in cui confluiscono organizzazione e comunicazione esterna.

Non è tutto. Anche a Palazzo Sansedoni continuano i lavori della presidente della Fondazione Mps Antonella Mansi che, assistita dall’advisor Lazard, è ancora impegnata a trovare un compratore per la quota (33,5%) che l’Ente detiene nel capitale azionario della banca. Pare ancora attiva, infatti, la trattativa con un gruppo di fondazioni bancarie; secondo fonti vicine al dossier, potrebbe esserci sul tavolo un’offerta a 0,14 euro per azione, inferiore al valore attuale (ieri il titolo ha chiuso a 0,17) ma superiore a quello 0,12 che rappresenta la soglia raggiunta la quale il pool di banche creditrici potrebbe escutere i 340 milioni di euro di debito che la Fondazione ha ancora in carico.

L’ipotesi, comunque, continua a registrare fredde reazioni da parte del presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti che, nuovamente interpellato su un’eventuale soluzione ‘di sistema’ per la questione Mps, ha ribadito che «si vedrà».

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