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MPS: l'intervista a Antonella Mansi
Articolo del 21 gennaio 2014

Da Panorama


Parla il presidente della Fondazione senese: "La banca ha provato ad uccidere l'azionista... Se l'aumento di capitale da 3 miliardi fosse partito subito, avremmo rischiato il fallimento".

di Marco Cobianchi

L’acido solforico è un liquido incolore e inodore. Se lo si diluisce in acqua diventa vetriolo che, in forma concentrata, ustiona mentre, combinato con altri acidi, produce la nitroglicerina, il fulmicotone e molti altri tipi di esplosivi. Quando i 14 componenti della deputazione del Monte dei Paschi di Siena hanno scelto Antonella Mansi come presidente, sapevano che la sua azienda produce acido solforico. Alessandro Profumo no. E infatti ne è rimasto ustionato. Pensando di trovarsi di fronte a una 39enne dolce e mansueta, taciturna perché timida, ha proposto un aumento di capitale di 3 miliardi della banca Mps, della quale è presidente, che avrebbe portato il 33,5 per cento della Fondazione a zero. La Mansi, solforica, lo ha ustionato ottenendo il rinvio dell’aumento del capitale per avere il tempo di decidere lei, e non lui, il futuro della storica banca. Chi l’avrebbe mai detto? Che la presidente- ragazzina che lavora nell’azienda del padre, che è stata presidente della Confindustria Toscana, che è vicepresidente di Confindustria e Cavaliere al Merito della Repubblica, insomma, una che il potere già lo conosce piuttosto bene, potesse cercare rogne? «Amo complicarmi la vita» risponde con una voce angelica, «comunque io non mi sono messa contro nessuno».

Tipica frase da Prima repubblica. Lei nega l’evidenza.
Sbagliato. Io sono arrivata a settembre e ho trovato una Fondazione con più o meno 350 milioni di debiti. Veramente un gran casino. E mi è stato anche chiarissimo che la banca aveva bisogno di un aumento di capitale e, infatti, è stato approvato esattamente come la banca lo aveva scritto. L’unico dettaglio che è cambiato è stata la tempistica, si va a maggio. Abbiamo bisogno di più tempo.

Più tempo per fare che cosa?
Per trovare un investitore che possa aiutarci a non disperdere il patrimonio della Fondazione che, al 90 per cento, è in azioni della banca. Io non sono stata messa qui per fare il commissario liquidatore mentre invece, con i tempi stabiliti dalla banca, l’ente sarebbe potuto fallire e io avrei potuto anche risponderne con il mio patrimonio personale.

E non basta?
No… guardi, proprio no… tra l’altro certi stipendi che vedo girare nelle banche io non li avevo mai visti.

Ma questo cavaliere bianco che salverà la Fondazione Mps dal fallimento, chi sarà?
Non lo dico.

Un’altra Fondazione?
Non lo dico.

Una banca?
Non lo dico.

Un investitore?
Non lo dico, dico solo che su questo io sono laica, può essere chiunque basta che abbia un profilo di tipo strategico, non mordi e fuggi.

Ma lo state cercando almeno?
Certo, lo stiamo cercando dal giorno dopo che sono arrivata, prima che iniziasse tutto questo circo.

Possiamo quindi dire che la banca ha cercato di… non mi viene la parola… di…
Uccidere l’azionista?

Ecco, un omicidio dell’azionista.
Eh, qualcosa del genere.

Ma non ci sono riusciti.
La mia fortuna è che gli uomini mi sottovalutano, mi credono debole perché donna e giovane. Ma io glielo avevo detto che avrei votato contro quella proposta di aumento di capitale, ma non hanno creduto che sarei andata fino in fondo. Adesso quando parlo mi ascolteranno. Lo spero per loro.

Sarà per quei quattro anni di liceo al convitto di Santa Caterina? Una che ha studiato dalle suore può sembrare sia una persona accondiscendente, debole…
Ho studiato dalle suore perché volevo fare il liceo linguistico e, ai tempi, non ne esistevano altri che quello. Grande scuola.

Poi è entrata nell’azienda del padre.
Papà è ingegnere minerario e ha lavora per l’Eni, poi, insieme ad altri soci, ha comprato l’azienda nella quale lavoro anche io. Tutti i giorni ho a che fare con camionisti, trasportatori, omoni che lavorano nella logistica. Qualcuno pensava che in questa faccenda mi sarei spaventata, ma quando una donna come me per mestiere dà ordini a decine di camionisti poi non si intimorisce di fronte a nessuno.

Chi l’ha nominata all’Mps?
I 14 membri della Fondazione.

No, intendevo, quale politico?
Ah… no, guardi, mettiamo le cose in chiaro: io Matteo Renzi non l’ho mai sentito.

Ehh? Ma viaaaaa….
Liberissimo di non credermi.

Vabbè, allora passava da lì e in 14 hanno pensato che nominarla sarebbe stata una buona idea.
Beh, sì, in un certo senso la mia nomina è stata rocambolesca, nel senso di non preventivata, come tutto nella mia vita. Sono stata chiamata dal sindaco di Siena, Bruno Valentini…

…renziano…
…un martedì, e il lunedì della settimana successiva mi hanno nominata.

Con Renzi ha in comune l’età, almeno questo si può dire?
Sì, certo, io penso che la mia generazione sia quella che deve raccogliere le macerie.

Che ne pensa della nazionalizzazione della Mps?
Come azionista, non posso esprimermi.

Ma a che serve un Mps che boccheggia e che fatica a dare soldi all’economia reale?
Io non voglio fare quella che vuole divagare e che, per evitare la domanda, inizia a parlare della supercazzola, ma se il problema è quello di fare arrivare il credito alle imprese, bisogna anche dire che la normativa che regola il settore bancario è mostruosa, asfissiante, e danneggia prima di tutto i clienti.

Resta il fatto che lei è un’imprenditrice che, una volta arrivata a sedere su una poltrona pubblica, non vuole più scendere.
Uh… quanto si sbaglia. A me dispiace molto per quello che è successo, ma dovremmo anche dargli una nuance diversa da quella che gli è stata data.

Nuance?
Interpretazione.

Lei ha 39 anni e un curriculum da paura.
Non mi sono mai annoiata.

E non ha avuto nemmeno il tempo per sposarsi.
Esatto, è proprio così. Amo complicarmi la vita e, a forza di complicarmela, non ho trovato il tempo. Però sono una persona semplice.

Per esempio?
Il mio cervello funziona con il sistema binario, «1» o «0», non riesco a fare dietrologie o architettare sotterfugi.

Anche la politica è un sistema binario: o destra o sinistra.
Uffa… queste etichette… è inutile che proviate ad appiccicarmele addosso, tanto non ci riuscite. Io non sono nemmeno politically correct: per esempio, sono contraria alle quote rosa e all’ambientalismo in cashmere, come quello che non vuole l’autostrada a Grosseto. E poi non dico le bugie perché poi non mi ricordo di averle dette.

Allora le rifaccio la domanda: ha mai sentito Renzi?
No. 

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