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Viola non si dimette
Articolo del 8 gennaio 2014

Da Milano Finanza


 

 Fabrizio Viola non si dimetterà in occasione del prossimo cda di Mps. Lo ha assicurato all'agenzia MF-DowJones una fonte vicina al dossier. Il board di Rocca Salimbeni, che salvo sorprese dell'ultim'ora si dovrebbe tenere il 14 gennaio, non sarà decisivo per il futuro e la permanenza di Viola nella carica di amministratore delegato della banca senese.
La vicenda dell'uscita dell'ad dall'istituto è legata alla tempistica con cui la Fondazione Mps deciderà di cedere, o alleggerire robustamente, la sua quota nella banca pari al 33,5%. Qualora la tempistica scelta fosse volta a utilizzare tutto il tempo disponibile, l'orientamento di Viola di uscire potrebbe concretizzarsi, mentre se l'ente guidato da Antonella Mansi decidesse di effettuare tutto il possibile per vendere quanto prima questo potrebbe convincere Viola a rimanere.

Rispetto alla proposta iniziale del cda di realizzare l'aumento di capitale da 3 miliardi entro fine gennaio, la Fondazione Mps ha rinviato il tutto dopo il 12 maggio faccendo traballare il board con il rischio paventato che il sistema-Siena voglia riprendersi la tutela della banca. Intanto negli ultimi giorni sono ripresi i colloqui di Viola e del presidente Profumo con i rappresentanti delle principali banche che partecipano al consorzio di garanzia dell'operazione rinviata.

Comunque Viola, più di Profumo, sarebbe intenzionato a lasciare: sulla sua decisione pesa anche la corte che gli sta facendo Piero Giarda, presidente del cds di Bpm, che gli ha proposto la poltrona di consigliere delegato con tempi di accettazione compatibili. Intanto a Piazza Affari il titolo Mps sale dell'1,62% a 0,1885 euro dopo aver toccato un massimo intraday a 0,1936 euro. Stando alle utlime indiscrezioni la Consob avrebbe inviato una lettera a Rocca Salimbeni chiedendo decisioni celeri sulla continuità del management, sull'impugnativa della delibera assembleare e sulle linee di marcia della banca.

 
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