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MPS: Cariplo e Cariverona pronte a rilevare il 20%
Articolo del 20 dicembre 2013

Da Wall Street Italia


Parteciperà un fondo mediorientale. Il piano per salvare la banca testerà le capacità dell'Italia di sostituire il vecchio con il nuovo.

SIENA (WSI) - È la più vecchia banca al mondo. Presto potrebbe diventare la più nuova. Il piano di pulizia dei conti dell'istituto in dissesto rappresenterà un test importantre per le capacità dell'Italia di sostituire il vecchio con il nuovo.

Secondo Milano Finanza Cariplo, Cariverona e Compagnia di San Paolo sono pronte a rilevare il 20% di Mps dalla Fondazione Mps in cambio dello 0,9% di Intesa e dello 0,38% di Unicredit.

All'aumento di capitale della banca - scrive sempre il quotidiano - parteciperebbe un importante fondo sovrano del Medio Oriente, affiancando poi le fondazioni nell'azionariato.

Secondo il Sole 24 Ore, invece, le fondazioni, che ieri si sono incontrate a Roma, non vedono le condizioni per un intervento a sostegno della fondazione Mps.

Da giorni il titolo Monte Paschi è al centro delle attenzioni degli investitori dopo che ieri la banca ha chiuso un accordo transattivo con Deutsche Bank sull'operazione Santorini, che comporterà un impatto negativo una tantum di 194 milioni sul conto economico di quest'anno.

La fondazione sta cercando di opporre resistenza fino all'ultimo, minacciando di rimandare l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro sostenuto invece dal team manageriale, il Tesoro e le autorità di controllo Ue.

Non c'è solo in gioco il futuro della venerabile e prestigiosa banca, le cui origini risalgono al 15esimo secolo, periodo del Rinascimento senese.

Il Fondo Monetario Internazionale l'ha spiegato bene in un giudizio severo sul sistema finanziario italiano lo scorso settembre: il piano di ristrutturazione di MPS, la terza maggiore banca per numero di attivi d'Italia, è "fondamentale non solo per l'istituto stesso ma anche per il sistema nel suo complesso".


Mps in rialzo su speculazioni intervento fondazioni ma strada è in salita

MILANO, 20 dicembre

Alle 12,00 il titolo sale del 5,57% a 0,1705 euro, con volumi superiori alla media giornaliera: sono scambiati oltre 270 milioni di pezzi, pari al 2,3% del capitale. Mps è il migliore titolo del FTSE Mib, poco mosso, e dell'indice Stoxx dei bancari europei (+0,4%)

L'ipotesi allo studio, rilanciate dalla stampa e confemate da alcune fonti, è quella di uno scambio di titoli tra la Fondazione Mps, determinata a far slittare l'aumento che la banca senese vuole lanciare a gennaio, e altre fondazioni, in primo luogo Cariplo, Cariverona e Compagnia Sanpaolo, azioniste di Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Secondo quanto riferito dalle fonti, l'ente senese, principale azionista di Mps con il 33,5% del capitale, potrebbe quindi vendere sul mercato i pacchetti ricevuti per fare cassa e rientrare dal debito da 339 milioni che ha con 12 banche creditrici che hanno in pegno tutta la quota Mps.

Si tratterebbe di una soluzione cosiddetta 'di sistema' sui cui starebbero spingendo il Ministero del Tesoro e Banca d'Italia, ma piena di ostacoli tutt'altro che semplici da superare, tra cui la definizione dei termini finanziari dello swap, oltre al limitato tempo a disposizione.

"L'ipotesi è sul tavolo ma è di estrema difficoltà, forse l'ultima ratio", spiega una fonte vicina a una delle fondazioni potenzialmente coinvolte.

"Si potrebbe farla solo con una moral suasion eccezionale, le difficoltà superano i vantaggi", aggiunge la fonte sottolineando che servirebbe un forte sconto sul pacchetto di titolo Mps che le fondazioni si prenderebbero in carico per rendere l'ipotesi perseguibile.

Una seconda fonte vicina alla situazione osserva che, fra i nomi citati, "Compagnia di San Paolo è scettica sulla fattibilità dell'operazione, da cui si sarebbe tirata fuori".

Martedì scorso la Fondazione Mps dal canto suo ha smentito di avere trattative con altre fondazioni per cedere o scambiare la sua partecipazione.

Secondo quanto scrive oggi MF il piano che Cariplo, Cariverona e Compagnia di San Paolo stanno mettendo a punto d'intesa con il ministero dell'Economia per uno swap azionario prevede che le tre fondazioni rilevino dalla Fondazione Mps il 20% della banca conferitaria (valore a ieri 368 milioni) in cambio dello 0,9% di Intesa Sanpaolo e dello 0,38% di Unicredit che sempre ieri valevano complessivamente 359 milioni.

Lo scambio di queste quote non configurerebbe quindi uno sconto sulle azioni Mps che andrebbero nei portafogli dei tre enti

Mf aggiunge che in secondo tempo all'aumento di capitale della banca senese parteciperebbe un importante fondo basato negli Emirati Arabi.

Anche ieri il titolo Mps aveva registrato un forte rialzo in borsa, spinto dall'accordo con Deutsche Bank sulla chiusura anticipata dell'operazione "Santorini" e dalle ricoperture.

 

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