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MPS: l'ipotesi di ingresso delle Fondazioni
Articolo del 17 dicembre 2013

Da Il Sole 24 Ore di oggi


Chi compra, come e a quale prezzo.

Le incognite restano molte, ma la trattativa tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze, il sistema delle Fondazioni e quella da salvare, Mps, prosegue.

Anzi, negli ultimi giorni secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, i contatti si sono fatti ancora più fitti: perché se è vero che il tempo è poco (e per questo il primo obiettivo resta quello di guadagnarne altro facendo slittare l'aumento di capitale di qualche mese), comunque occorre dare un segnale in fretta al mercato (ieri Mps ha chiuso in rialzo dello 0,42% a Piazza Affari), trovando un'intesa di massima prima dell'assemblea che si terrà subito dopo Natale.

Escluso un intervento del sistema Cassa depositi e prestiti («Non è un dossier né allo studio di Cdp, né di Fsi», ha ribadito ieri Giovanni Gorno Tempini), la via d'uscita per un salvataggio pilotato di Palazzo Sansedoni più cara al Mef passa per le Fondazioni.

Il dossier è sul tavolo di Fondazione Cariplo, ad esempio, che oggi ha in agenda un cda (il tema non è all'ordine del giorno ma potrebbe farne cenno il presidente Giuseppe Guzzetti nelle sue comunicazioni), o di Fondazione Cariverona, o di Compagnia di San Paolo, giusto per citarne alcune; ma quella che il ministero auspica sarebbe una soluzione di sistema, che veda agire più enti insieme, magari con il coordinamento dell'Acri.

Sì, ma come? Le tecnicalità al vaglio sono molte, ma una di quelle che sarebbe stata formulata nelle ultime ore è quella di uno scambio di titoli tra Fondazione Mps e altri enti: Palazzo Sansedoni cederebbe a forte sconto piccole quote del Monte, le altre consegnerebbero in cambio pacchetti delle rispettive conferitarie, che poi Siena venderebbe subito sul mercato per fare cassa.

La via è percorribile, anche perché – visto che c'è di mezzo il Mef, che è autorità di vigilanza sulle Fondazioni – eventuali ostacoli potrebbero essere superati. Però gli enti, anche quelli con le spalle più larghe e con le partecipazioni nelle conferitarie in carico a un valore inferiore a quello di mercato (Cariplo e Verona, ad esempio), non smaniano: motivo per cui la trattativa prosegue, e l'esito è tutt'altro che scontato.

Da definire, appunto, c'è il processo – lo scambio carta contro carta è solo un'ipotesi, ma le alternative non mancano – e soprattutto il prezzo; a quanto si apprende, gli enti sarebbero disposti a prendere in considerazione l'acquisto solo a condizioni di favore e con tutte le garanzie del caso, anche perché entrare adesso significherebbe mettere in conto anche la sottoscrizione dell'aumento.

A Siena, negli uffici della Fondazione, si guarda con attenzione alla partita: la cessione agli altri enti, infatti, consentirebbe all'ente presieduto da Antonella Mansi non solo di sopravvivere ma anche di restare dentro la banca, con un ruolo chiave all'interno di una pattuglia senese cui potrebbe restare in mano circa il 10% del capitale; non a caso, l'ente starebbe valutando di irrobustire la pattuglia degli advisor, con Rothschild che potrebbe affiancarsi a Lazard.

L'altro fronte, apertissimo, è quello con la banca: qui, come noto, l'intenzione è quella di avviare prima possibile l'aumento, e tutto ciò che allunga o complica la strada è tutt'altro che gradito.

@marcoferrando77

 

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