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Su Fondazione e Banca MPS come la pensa la città?
Articolo del 7 dicembre 2013

Da Siena Free


"Apprezziamo la decisione della Fondazione MPS di chiedere un dilazionamento dei tempi per dare corso all’aumento di capitale della Banca MPS, voluto da Profumo. Adesso è indispensabile che la città si faccia sentire. Su questa vicenda i senesi sono stati, stranamente, troppo silenziosi". Così un comunicato stampa dei consiglieri comunali che hanno presentato formalmente la richiesta di un Consiglio Straordinario sulla Fondazione MPS: Luciano Cortonesi, Massimo Bianchini, Marco Falorni, Giuseppe Giordano, Eugenio Neri, Andrea Corsi e Pietro Staderini.

"Forse i più - proseguono i consiglieri comunali - non hanno ancora compreso l’importanza della decisione che si sta per assumere.
L’uscita della Fondazione MPS dalla compagine sociale, lo spostamento della Direzione Generale lontano da Siena, le esternalizzazioni, le perdite dei posti di lavoro ed il crollo del PIL senese, sono rischi reali che Siena ancora forse non ha compreso fino in fondo.
I senesi che erano proprietari di una Banca (dettaglio che troppo spesso viene dimenticato), rischiano di uscire da questa crisi senza avere più nulla. La Fondazione ridotta a livello di un’associazione di volontariato. L’indotto della Banca sul territorio azzerato.

Numerosi manager della Banca stanno allestendo uffici a Milano, forse prevedendo che li si sposterà il vero centro decisionale? Siena resterà la sede storica da far vedere ai turisti e ricevere gli ospiti per il Palio.

Tanti danni sono stati già fatti, ma forse adesso siamo davanti all’ultimo atto: calerà in silenzio il sipario sulle fortune di Siena. Dopo di che nulla sarà più possibile.
Per questo abbiamo chiesto ufficialmente lo scorso 27 novembre la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per confrontarci su questa decisone e, possibilmente, trasmettere un indirizzo unitario della collettività senese di appoggio alla Fondazione MPS.

Una iniziativa similare si terrà in Provincia il 13 dicembre, con la partecipazione della presidente della Fondazione Antonella Mansi ad una commissione affari generali allargata.

D'altra parte, e non è retorica, questo è uno dei passaggi più drammatici della storia di Siena a partire dal trattato di Cateau-Cambrésis del 1559. Se il Consiglio Comunale, massimo organo di rappresentanza della proprietà storica del Monte dei Paschi, e cioè della comunità senese, non si fa sentire ora, è inutile che parli dopo il 27 dicembre.

In uno scenario politico nazionale in forte fermento (elezioni PD, scissione PDL, ecc...), appare opportuno prendere un po’ di tempo, per attuare le strategie più utili al salvataggio del patrimonio che le generazioni passate ci hanno lasciato.  

Ancora non sappiamo se il Consiglio Straordinario si terrà entro i termini previsti dai regolamenti Comunali (il termine scade il 17 dicembre), perché la maggioranza ci sembra che tenda a spostare il centro del dibattito in altri luoghi. Noi riteniamo che l’argomento debba essere affrontato in sede pubblica e con la massima trasparenza.

Adesso è necessario che la città si faccia sentire - concludono Luciano Cortonesi, Massimo Bianchini, Marco Falorni, Giuseppe Giordano, Eugenio Neri, Andrea Corsi e Pietro Staderini -. Le organizzazioni sindacali, quelle di categoria, i commercianti, le altre attività economiche, ma anche i singoli cittadine come la pensano? Sono soddisfatti delle decisioni che si stanno prendendo? Chi tace ora eviti poi di dare la colpa ad altri, ognuno si assuma le proprie responsabilità: “parlate ora o tacete per sempre”."

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