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A Londra respinte le richieste di MPS
Articolo del 24 ottobre 2013

Da: Repubblica.it


 

Punto legale a favore dei giapponesi sul credito-derivato al centro del dissesto senese. Al centro del contendere la natura contabile dell'operazione 2009 che tiene fermi 3 miliardi di Btp. Al procedimento del tribunale della City si affianca l'azione per danni da 700 milioni intentata da Rocca Salimbeni a Firenze

MILANO - Brutte notizie per Monte dei Paschi da Londra. Il giudice Bernard Eder ha rigettato la richiesta della banca senese di fermare l'azione legale intentata nei suoi confronti dall'istituto nipponico Nomura relativamente ai derivati Alexandria contrattualizzato nel 2009 e che ha avuto un ruolo centrale nel dissesto di Mps. A marzo il management guidato da Fabrizio Viola aveva chiesto danni per 700 milioni a Nomura con un'azione al tribunale di Firenze, e la controparte aveva replicato con una propria offensiva legale nella City. Rocca Salimbeni a sua volta, aveva chiesto che non fosse riconosciuta la giurisdizione inglese riguardo al caso, ma il giudice Bernard Eder ha detto no: "Rigetto la richiesta di Banca Mps - ha dichiarato il magistrato - pertanto non dispongo il blocco del processo in Gran Bretagna". I due procedimenti sono da considerarsi paralleli, motivo per cui avanzeranno come tali senza che vi siano ripercussioni in base agli esiti ai quali giungeranno i fori in Italia e nel Regno Unito. 

La decisione è comunque destinata ad avere rilievo, anche perché Nomura - che ha postato Alexandria nei suoi conti come un derivato - ha chiesto al tribunale britannico di esprimersi sulla reale natura di Alexandria. Un'operazione complessa, nata per ristrutturare debiti della banca senese, che nel bilancio 2009 fece "sparire" 220 milioni di perdite correlate al veicolo di investimento

 

Alexandria congegnando un'operazione di pronti contro termine con Nomura, impegnandosi a riacquistare 3,05 miliardi di Btp trentennali a prezzi maggiorati, e scambiando le cedole fisse (alte, dopo l'esplosione dello spread) con variabili (ai minimi di sempre).

Finora Mps, sfruttando qualche ambiguità della legislazione italiana, non ha mai voluto considerare Alexandria come un derivato, ma come un prestito. La natura di prestito regge le ipotesi di reato di truffa ed usura, intentate dai pm senesi a riguardo (ma respinte dal gip di Siena prima dell'estate). Se invece l'operazione di tre anni fa fosse considerata un derivato, ecco che Londra potrebbe diventare il suo foro "naturale" (così prevedono gli usi internazionali), oltre al fatto che il reato di usura non potrebbe sussistere, non trattandosi di prestito. E potrebbero esserci conseguenze anche per il bilancio Mps, che posta Alexandria come un prestito e quindi non lo valuta secondo l'andamento di mercato.

 

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