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Mps sale ancora in Borsa
Articolo del 16 ottobre 2013

da: Repubblica.it


 

Tesoro vede la fondazione

Il titolo della banca senese riprende la sua ascesa, nelle speranze di un blitz sulle quote del primo azionista, che deve risolvere la sua situazione debitoria per mettersi in sicurezza e favorire la ricapitalizzazione 2014. Imminente la discesa dell'ente nel capitale

di ANDREA GRECO

MILANO - Monte dei Paschi è ancora il miglior titolo di Piazza Affari. Il recupero dell'azione (segui il titolo in diretta) è in atto da una decina di sedute e ammonta a circa il 20%. Le indiscrezioni della vigilia sulla visita del presidente della fondazione senese - primo azionista con il 33,4% - al Tesoro sono state confermate e l'imprenditrice grossetana è stata avvistata in via XX settembre. Al centro dell'incontro con il responsabile della direzione IV Alessandro Rivera, che si occupa di vigilanza sulle fondazioni, sarebbe l'equilibrio patrimoniale dell'ente senese, costretto a vendere fino a un 10% delle quote del Monte per ridurre la propria situazione debitoria, che ammonta a 350 milioni. Già a inizio del prossimo anno è in programma una rata di interessi sul debito (da corrispondere a una dozzina di istituti che hanno in pegno tutte le azioni Mps della fondazione), e che potrebbe mettere in difficoltà Palazzo Sansedoni, con l'effetto di far escutere il pegno e trasformare i creditori in azionisti di Mps. Per evitare questo scenario, e approfittando del tracciato relativamente favorevole del titolo, si intensificano le voci - anche a Siena - sull'imminente e graduale cessione di titoli dell'ente sul mercato, a servizio dei venditori allo scoperto che non mancano.  

Gli operatori di Borsa sperano in una possibile schiarita sulla situazione della fondazione, che potrebbe facilitare la ricapitalizzazione 2014 della banca, messa nei guai dalla passata gestione e costretta ad aumentare il capitale per poter ricevere gli aiuti di Stato che il Tesoro ha erogato in forma di "Monti" bond convertibili per 4,07 miliardi. E' noto che la fondazione non parteciperà alla prossima ricapitalizzazione, perchè non ha i mezzi; ma gli investitori vorrebbero evitare che i suoi creditori riversassero sul listino altra carta riveniente dalla non remota escussione del loro pegno. 

Proprio ieri la fondazione ha approvato il proprio documento programmatico al 2017 che definisce "prioritaria la messa in sicurezza" dell'ente, e mira a perseguirla in due modi: "Onorare gli impegni con le banche creditrici" e "diversificare il rischio patrimoniale della fondazione". Entrambe le azioni passano per l'alienazione di pacchetti della banca conferitaria, che è ormai quasi l'unico asset rimasto all'ente dopo il tracollo seguito a quello dell'istituto omonimo.


Da: quisiena

Mps, Fondazione al Tesoro per la cessione di quote della Banca

 

Roma/Firenze,16 ottobre (Reuters) - Antonella Mansi, nuovo presidente della Fondazione Mps che è il maggiore azionista della banca Mps con il 33,5%, oggi va al ministero dell'Economia per informare, come è d'obbligo, la sua autorità di vigilanza che presto venderà azioni della conferitaria.

 

Due fonti vicine alla Fondazione hanno confermato quanto scritto oggi da un quotidiano, sottolineando come "più che una sollecitazione del Tesoro è la stessa Fondazione che ha fretta".

 

L'ente, che ha già diluito la quota un tempo sopra il 50%, deve trovare compratori per una parte importante della sua partecipazione residua in modo da rimborsare il debito di 350 milioni alle banche. Oggi a 0,24 euro per azione, che è l'attuale quotazione e anche il valore di carico in bilancio della Fondazione, serve una cessione di oltre il 12% del capitale.

 

"La Mansi è già al Tesoro stamani", ha detto una delle due fonti.

 

Questa priorità di liberarsi del debito è stata messa nero su bianco ieri con l'approvazione da parte della deputazione generale del documento di programmazione strategica 2014-2017.

 

Al primo posto il documento indica "il pieno rispetto delle condizioni del prestito finanziario, mantenendo gli impegni con le banche creditrici".

 

Fondazione paga circa 20 milioni all'anno di interessi su quel prestito ristrutturato a giugno 2012 con un nuovo Exposure Rebalancing Agreement (ERA). Fino a quando avrà quel drenaggio di risorse per la città di Siena resteranno le briciole senza contare che all'orizzonte c'è l'aumento di capitale della banca, che cerca 2,5 miliardi entro il 2014.

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