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Business e relazioni della nuova presidente Masi
Articolo del 3 settembre 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Milano Finanza - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente.


La nomina di Antonella Mansi alla presidenza della Fondazione Mps è stata salutata da più parti come l'inizio di una nuova stagione per l'ente cui fa tuttora capo il 37% del Monte dei Paschi di Siena.

Giovane, determinata, intraprendente, apparentemente lontana dalle logiche partitiche che avevano caratterizzato le passate gestioni di Palazzo Sansedoni, in quanto proveniente dal mondo dell'impresa, ma soprattutto donna (la prima alla guida di una grande fondazione), a Mansi la Deputazione generale e gli enti nominanti (Comune e Provincia di Siena, Regione Toscana) hanno affidato il compito di procedere sulla strada della discontinuità con il passato salvaguardando allo stesso tempo l'autonomia patrimoniale della fondazione.

Ma chi è Antonella Mansi? Nata a Siena il 28 aprile 1974, Antonella è figlia di Luigi Mansi, un ex manager dell'Eni che nel 1996, quando il Cane a sei zampe decise di dismettere la Nuova Solmine, azienda chimica con sede a Scarlino (Grosseto) attiva nella produzione di acido solforico, ne rilevò il controllo in cordata con altri due ex manager, Ottorino Lolini e Giuliano Balestri, e l'imprenditore italo-argentino Vittorio Paoletti.

Quest'ultimo, attraverso la Socefin, controllata dalla lussemburghese Finsevi e a cui fa capo un gruppo diversificato con interessi anche nel campo immobiliare, delle energie rinnovabili, dei servizi e dell'agroalimentare, è tuttora il primo azionista dell'azienda chimica toscana con il 45%, mentre Lolini, Balestri e Mansi detengono ciascuno una quota del 18,33%.

È nel gruppo Nuova Solmine che Antonella muove i primi passi come manager (ora è consigliere e direttore commerciale).

Nel 2001, abbandonati gli studi in giurisprudenza e dopo avere gestito un'agenzia di viaggi a Gavorranno, entra nel gruppo come ad della controllata Chimica Industriale Gaviol. Negli stessi anni inizia l'avventura in Confindustria, che la porterà a entrare nella giunta guidata da Giorgio Squinzi come vicepresidente con delega all'organizzazione.

Nel 2005 diventa vicepresidente dei Giovani Imprenditori della Toscana, nel 2007 sale alla presidenza. Carica che mantiene per un anno.

Nel gennaio 2008 viene infatti nominata alla guida di Confindustria Toscana, dove darà un contributo decisivo all'elezione di Squinzi al vertice di Viale dell'Astronomia. L'esperienza associativa le frutta relazioni di primo piano sia nel mondo politico (le si attribuiscono simpatie renziane) sia in quello industriale e finanziario, tanto che nell'aprile del 2012 viene chiamata alla presidenza della Banca Federico Del Vecchio, la cassaforte della borghesia fiorentina che fa parte del Gruppo Banca Etruria, e pochi mesi dopo, grazie ai rapporti instaurati con la famiglia azionista (i fratelli Marco e Leonardo), entra a far parte, accanto al genero di Giovanni Bazoli, Gregorio Gitti, del cda di Bassilichi, l'azienda attualmente candidata assieme ad Accenture a rilevare le attività di back office di Mps.

La neo presidente della Fondazione ha già fatto sapere che lascerà, per l'incompatibilità prevista dallo statuto dell'ente, la presidenza dell'istituto fiorentino, mentre non si sa ancora se Mansi deciderà, alla luce del potenziale conflitto di interessi, di lasciare anche il cda di Bassilichi.

Da questo punto di vista, particolarmente delicati potrebbero essere i rapporti creditizi in essere tra Banca Mps e il gruppo Sol.Mar, la società cui fa capo il 100% di Nuova Solmine.

Al 31 dicembre 2012 la società chimica, che ha chiuso l'esercizio con un fatturato consolidato di 88,5 milioni e un utile in crescita 1,8 milioni, aveva un debito nei confronti del sistema bancario di circa 55 milioni, in buona parte rappresentato da crediti concessi dall'istituto presieduto da Alessandro Profumo. Nessun rischio di conflitto, peraltro, visto che tra i presidenti di fondazioni ci sono altri industriali (come Paolo Biasi nel caso di Cariverona e Unicredit) le cui aziende intrattengono rapporti con la banca partecipata.

Più delicato per il nuovo presidente di Palazzo Sansedoni, seppur solo di sponda, potrebbe essere la presenza nell'azionariato del gruppo Sol.Mar di Paoletti. Quest'ultimo è finito al centro di alcune polemiche legate alla gestione della Bpm da parte di Massimo Ponzellini (che avrebbe garantito personalmente un prestito da 24 milioni concesso da Piazza Meda alla Finsevi) e a un'operazione immobiliare che il suo gruppo avrebbe in programma di realizzare proprio nella campagna senese.

La società Clovis International, partecipata pariteticamente da Paoletti e dall'argentina Agroemprendimentos, ha acquisito in concessione circa 800 ettari di terreni a Prisciano dove «dovranno essere implementati progetti di sviluppo immobiliare che riguarderanno sia il patrimonio immobiliare esistente, sia l'intero territorio». Nella scorsa legislatura questa operazione è finita al centro di un'interrogazione parlamentare presentata da Elio Lannutti, considerato che il soggetto ad aver ceduto i terreni alla Clovis, a un prezzo ritenuto di favore, era un ente pubblico, il Centro Sant'Alessio e Margherita di Savoia per i ciechi, gestito dalla Regione Lazio e finito al centro del ciclone affittopoli.

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#Masi #antonella #fondazione #bassilichi
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