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Antonella Mansi eletta presidente della Fondazione
Articolo del 2 settembre 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da IlSole24ore.com - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente.


di Cesare Peruzzi

Antonella Mansi è la nuova presidente della Fondazione Mps. Lo ha deciso all'unanimità la deputazione generale di Palazzo Sansedoni alla quarta riunione e dopo due ore e mezzo di discussione. Sarà adesso lei stessa a convocare la riunione di insediamento suo e della deputazione amministratrice. Mansi, 39 anni, é vicepresidente di Confindustria con delega all'organizzazione. Maremmana, a Siena é nata e ha studiato e venerdì scorso ha preso la residenza a Chiusi, in provincia di Siena, come richiesto dallo statuto della Fondazione.

Biografia

Consigliere di amministrazione e dirigente di Nuova Solmine SpA
Consigliere di amministrazione di SolBat Srl (Gruppo SolMar SpA)
Presidente della Banca Federico Del Vecchio (Gruppo BancaEtruria)
Ha ricoperto gli incarichi di:
-Consigliere di Amministrazione e Amministratore Delegato della Chimica Industriale Gaviol Srl.
-Consigliere di Amministrazione di SoRiS Spa
-Presidente di Confindustria Toscana dal gennaio 2008 al dicembre 2011 e componente il Direttivo nazionale di Confindustria.
-Vicepresidente, con delega agli interni del Comitato Regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Toscana dal 2005 al 2007; dal luglio 2007 al settembre 2008 ne è stata Presidente.
-Presidente della Commissione di Statistica nell'Associazione Europea dei Produttori di Acido Solforico (ESA) fino al novembre 2010.
E' stata insignita dal Presidente Giorgio Napolitano dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

2 settembre 2013


Fondazione Mps, per Mansi subito il dossier alleanze

di Cesare Peruzzi


 

FIRENZE - Domani la Fondazione Monte dei Paschi volta pagina. Al vertice dell'Ente che controlla il 33,5% di Banca Mps si prepara a salire Antonella Mansi. Dopo le consultazioni e gli incontri degli ultimi giorni tra le istituzioni senesi, e dopo il ritiro della candidatura del costituzionalista piemontese Francesco Pizzetti, annunciata venerdì sera, il nome della vice presidente di Confindustria è l'unico rimasto in corsa e, a meno d'imprevedibili sorprese (che sconfinerebbero nell'autolesionismo), lunedì riceverà dalla deputazione generale il consenso indispensabile, cioè almeno 11 voti su 14. Mansi occuperà la poltrona lasciata libera (per scadenza di mandato) da Gabriello Mancini, in carica dal 2006: un'imprenditrice di 39 anni al posto di un manager pubblico di 67; una donna lontana dalle correnti di partito e con un temperamento molto determinato, rispetto a un uomo caratterialmente incline al compromesso, la cui vita professionale è stata permeata dalla politica (era ai vertici della Dc senese nel '73, un anno prima che nascesse chi oggi lo sta per sostituire). La svolta è evidente. Proprio a questo cambio di passo si affidano le istituzioni locali per cercare di salvare il salvabile, rimettendo in sicurezza la Fondazione che oggi ha la quasi totalità del patrimonio bloccato in azione Montepaschi, interamente vincolate a garanzia di un debito di 350 milioni che pesa sul bilancio per più di 20 milioni all'anno.

È questa la prima emergenza che dovrà affrontare la nuova Fondazione. Ogni giorno che passa escono soldi per pagare gli interessi sull'esposizione finanziaria dalle casse già vuote di Palazzo Sansedoni, costrette a ridurre a 5 milioni appena le erogazioni filantropiche che ai tempi d'oro, nel 2008, avevano abbondantemente superato i 200 milioni. La seconda emergenza, sempre di natura economica, riguarda la prospettiva di non ricevere dividendi da Banca Mps ancora per qualche esercizio, con la necessità conseguente di reperire mezzi almeno per la gestione ordinaria. Il terzo nodo da sciogliere per Mansi e la sua squadra (domani saranno nominati anche quattro amministratori e il collegio sindacale) è strettamente legato ai primi due. La strada per chiudere l'indebitamento (350 milioni appunto) e fare cassa (almeno 100 milioni) passa infatti dalla vendita di un pacchetto di titoli Montepaschi, tra il 12 e il 15% della terza banca italiana (a seconda degli andamenti di Borsa). Con i numeri attuali vuol dire passare dal 33,5% a meno del 20% del gruppo di Rocca Salimbeni presieduto da Alessandro Profumo, rimescolando gli equilibri azionari, in una fase in cui Siena sta trattando con l'Unione europea, attraverso il Tesoro, la conferma di 4 miliardi di aiuto pubblico (a un tasso d'interesse iniziale del 9%) ricevuto con l'emissione dei Monti bond.

La tempistica non aiuta. Se infatti, com'è augurabile, il confronto con Bruxelles si concluderà rapidamente in modo positivo, Banca Mps punta a realizzare il piano di ristrutturazione e rilancio a cui sta lavorando l'amministratore delegato Fabrizio Viola, che prevede nel 2014 di varare un aumento di capitale di almeno un miliardo. Operazione finalizzata a restituire una parte dei Monti bond, ma off limits per la Fondazione (senza soldi e impegnata a diversificare il proprio rischio), che così si diluirà ulteriormente. Per questo motivo, tra gli obiettivi strategici della nuova presidente Mansi c'è quello d'individuare in tempi rapidi, possibilmente entro il 2013, uno o più soggetti interessati a investire nel Monte con cui stringere un'allenza. Sarebbe la quadratura del cerchio: l'unico modo per la Fondazione di risolvere i problemi restando un punto di riferimento nell'azionariato della banca, ruolo a cui Siena non vuole rinunciare. L'impresa è difficile, ma non impossibile.

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#masi #antonella #presidente #fondazione
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