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MPS: il riassetto scalda ancora il titolo
Articolo del 17 agosto 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da ilsole24ore.it - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente.


Eleonora Micheli


È stata ancora una giornata di riscossa per le azioni di Banca Mps, che con il rialzo dell'1,64% di ieri, hanno portato oltre il 40% il guadagno messo a segno negli ultimi quattro mesi. La picchiata registrata dallo spread, piombato in zona 230 punti, ha soffiato come vento in poppa sulle quotazioni di Rocca Salimbeni, dal momento che un recupero dei prezzi dei bond governativi migliora la situazione patrimoniale dell'istituto, che ha in pancia oltre 25 miliardi di titoli di Stato. 


Anche la speculazione, comunque, ha fatto la sua parte, con il mercato che si interroga sul futuro assetto azionario dell'istituto, dopo le recenti dichiarazioni del presidente, Alessandro Profumo, che senza troppi giri di parole ha indicato che «la Fondazione Mps scenderà sensibilmente al di sotto del 10% nel capitale della banca». E dopo le parole del sindaco di Siena, Bruno Valentini, che a più riprese ha ribadito che ci sono investitori interessati a comprare quote di Mps. 

 

Profumo ha rivelato l'amara verità alla comunità senese, alla festa del Pd e ha anche incalzato: «Non è Alessandro Profumo che lo dice, ma è la matematica». Il manager ha infatti ricordato che la Fondazione, che adesso possiede circa il 33% delle azioni, non solo dovrà vendere titoli Mps per ripianare i propri debiti, ma subirà una diluizione anche per l'aumento di capitale da un miliardo che lancerà la banca e al quale non potrà partecipare, non avendo soldi.

 

Inutile dire che mercoledì sera nella sala dei convegni del Pd le parole di Profumo hanno subito creato il gelo, dal momento che a Siena ancora si spera che l'ente rimanga un socio di peso in Banca Mps. Del resto era solamente il 2011, quando la comunità locale difendeva a spada tratta il vessillo della maggioranza nel capitale della banca, sollecitando la Fondazione a indebitarsi per circa 600 milioni, piuttosto che a diluirsi in Mps durante l'ultima operazione sul capitale da 2,4 miliardi.

 

A rincuorare la città nel giorno del Palio è stato il sindaco, che ha subito ribadito che «quanto la Fondazione scenderà nell'azionariato della banca lo deciderà la Fondazione stessa, in base alle quotazioni del titolo».

 

Insomma se i vertici di Banca Mps lavoreranno bene, ha sottolineato il primo cittadino di Siena, le quotazioni risaliranno la china e a quel punto «la Fondazione non sarà aritmeticamente costretta a scivolare sotto il 10%».

 

Valentini ha invitato Profumo e l'ad, Fabrizio Viola, a parlare «con orgoglio» dell'istituto e a «lavorare per far crescere il valore dell'azienda», sottolineando di dirlo «con tutto l'amore possibile che i senesi nutrono per l'istituto». Li ha esortati «a vincere», proprio come i fantini nel giorno del Palio. «E se un fantino dice che può arrivare solamente all'ottavo o nono posto – ha dichiarato – non so se la contrada lo fa correre». 

 

Il sindaco ha comunque riconosciuto che Profumo e Viola «sono stati bravi» ad assumere i propri incarichi in un momento «terribile».

 

Adesso, comunque, non subiscono «alcuna ingerenza» da parte delle autorità locali e anzi vantano «un potere assoluto». Il sindaco ha anche fatto due conti: «Se le azioni di Mps tornassero a 0,4 euro, ad esempio, il patrimonio della Fondazione sarebbe più alto di un ottavo circa».

 

Di sicuro, si è spinto a dire Valentini, «la banca vale molto di più degli attuali 2,5 miliardi di capitalizzazione. Ma certo, se si continua a insistere che non ci sono compratori disposti a investire in Mps, il titolo non potrà che essere depresso».

 

Nei giorni scorsi, in effetti, sia il direttore generale della Fondazione, Claudio Pieri, sia Profumo hanno chiaramente detto che per adesso nessuno si è fatto avanti per comprare titoli di Mps. Per altro, ha ricordato Pieri, fino a quando non si chiarirà «bene la situazione patrimoniale della banca» tale prospettiva difficilmente si realizzerà. E comunque, ha fatto eco anche Profumo, «se esistono soci interessati ben vengano, purché mettano i soldi sul tavolo e non le parole». Ma intanto a Piazza Affari forse c'è davvero chi inizia a credere che qualcuno che tenga d'occhio Banca Mps.


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