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Covip dà l'aut aut a Mps e ai fondi
Articolo del 20 luglio 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da ASSINEWS - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente.


O cambiate la governance dei due fondi pensione per i dipendenti o affidate «le risorse finanziarie a un soggetto gestore diverso dalla banca». La banca è Mps. I fondi pensione sono quelli dei dipendenti dell'istituto senese: il fondo Post '91 e la cassa di previdenza aziendale per il personale Montepaschi (31 mila iscritti e 2,4 miliardi di patrimonio). A dare l'aut aut è stata in maggio la Covip, authority che vigila sulla previdenza. Ad essa si era rivolta la banca senese per un parere «in relazione all'efficace presidio dei requisiti di separatezza della gestione dei patrimoni dei citati fondi rispetto a quello di codesta banca».

un passo indietro

C'è qualche voce maliziosa che lo giudica un autogol. Di fatti è stata Banca Mps che il 6 dicembre 2012 si rivolge alla Covip per chiedere un parere sui due fondi pensione dopo aver illustrato «l'avvenuta revisione del proprio assetto organizzativo interno». Su quest'ultimo aspetto, tra l'altro, l'authority (la firma al documento è dell'ex commissario Giuseppe Stanghini) glissa spiegando che l'assetto dell'istituto è «competenza di altra autorità»

a proposito di autonomia

È sulla struttura dei fondi che si sofferma Covip. I due veicoli appartengono alla categoria dei "preesistenti" (vedi articolo sotto) ed «evidenziano una forte presenza della banca di riferimento pur essendo dotati di autonomia personalità giuridica». Per entrambi i fondi nello statuto è previsto che «gli amministratori della banca possano assumere altresì la funzione di membri del cda dei fondi stessi e che il responsabile delle forme pensionistiche sia nominato su indicazione della banca tra i propri dipendenti». A questo punto, nel documento Covip, vengono indicati i casi di incompatibilità previsti dall'articolo 8 comma 8 del decreto 703/1996. Ebbene, l'authority sottolinea che «la duplicazione di ruoli che attualmente investe gli amministratori di parte datoriale dei fondi, non consente di affermare con certezza che siano presenti quei presidi organizzativi e di governance atti a garantire indipendenza e autonomia dei fondi medesimi».

convenzione senza termine

Covip segnala infine che la convenzione stipulata nel 2010 dai fondi con Mps come gestore delle risorse manca di «un termine di scadenza». Viene rilevato che «in assenza di adeguati presidi atti a garantire indipendenza e autonomia dei fondi, un affidamento delle risorse a tempo indeterminato risulta non coerente con la ratio sottostante la normativa in materia di selezione dei gestori». Da qui la richiesta di affidare a soggetto terzo la gestione o «rivisitare la struttura di governance».
 

la posizione di mps 


Contattata da Plus24, Banca Mps replica: «È in corso un costruttivo confronto con Covip, avviato peraltro dalla banca, in relazione a taluni aspetti di corporate governance inerenti la gestione dei patrimoni dei due principali fondi di previdenza aziendale». E ancora: «È stata avviata un'attività di analisi con le competenti funzioni dei fondi interessati, finalizzata ad acquisire elementi che consentano alle parti sottoscrittrici degli accordi di assumere eventuali opportune determinazioni, nel rispetto delle normative vigenti».

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