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Diretta da Siena: Assemblea degli azionisti
Articolo del 18 luglio 2013

Inizio diretta ore 9,30

ore 9,40

Profumo assume presidenza assemblea

Avvio dei lavori

ore 9,41

Profumo procede con gli adempimenti di legge previsti per lo svolgimento assemblee azionisti

Oltre 6 miliardi azioni presenti in assembleai pari a oltre il 54% azioni MPS

ore 9,53

continuano gli adempimenti

ore 10,15

Profumo propone di modificare alcuni punti dello statuto; inizio dibattito

ore 10,45

I piccoli azionisti intervenuti finora sono tutti contrari l'abilizione del tetto del 4%

ore 11,15

Dibattito in corso

ore 12,20

Dibattito ancora in corso con alternanza di interventi a favore e contro l'abolizione del tetto del 4%

ore 12,40

Interviene Mancini per la Fondazione, afferma che è stata ingannata e daneggiata dagli ex amministratori, per questo la decisione di agire contro coloro che al momento appaiono essere stati responsabili. E' ''indifferibile e non evitabile la scelta di rimuovere il limite statutario del 4% di possesso azionario'' per Banca Mps. ''Il processo decisionale della Fondazione  e' stato necessariamente condizionato anche dalla sua situazione contingente, in particolare dall'esigenza dell'Ente di dover salvaguardare il proprio patrimonio" La Fondazione ha preso atto della comunicazione del 13/6 da parte del Ministero, in mancanza dell'abolizione, il prestito potrebbe essere non compatibile con le normative europee. Ribadisce il voto favorevole alle modifiche e lavorerà per costruire una base azionaria stabile. Conclude rispondendo a tre domande pervenute da interventi precedenti.

ore 13,10

Parla Viola e presenta alcuni dati economici aziendali:

ridotto numero delle aree territoriali e delle dtm per essere più incisivi sul territorio di riferimento; intensificato il rapporto con la clientela per incrementare ricavi ed effetivo recupero rispetto i minimi di febbraio; sviluppo estero a supporto pmi, prima banca a lanciare un fondo che investirà in mini bond, prodotto su cui il sistema bancario dovrà puntare sempre di più, una disintermediazione intelligente.

Vincolo 4% rimosso su pressante richiesta anche di Bankitalia pervenuta dal 9 novembre 2012 a cui si aggiunge richiesta del Ministero e della UE.

Prosegue Viola rispondendo alle varie richieste fatte durante gli interventi precedenti.

ore 13,42

Termina Viola, parola a Profumo per rispondere a domande rivolte a lui personalmente.

Profumo esprime la volontà di mantenere la Banca a Siena ma per farlo dobbiamo restare indipendenti, e per restarlo dobbiamo restituire il prestito allo Stato. In caso contrario verremmo nazionalizzati e lo Stato sarebbe costretto a vendere la Banca, intera o a pezzi con tutte le conseguenze del caso per la banca e per Siena. La situazione attuale non è stata generata dall'attuale management. Se non venisse rimosso il vincolo si attuerebbero due situazioni negative. La Fondazione non potrebbe fare la cessione di parte della propria quota e non si riuscirebbe a fare aumento di capitale, determinando così di fatto pesanti effetti per MPS che verrebbe nazionalizzata con i riflessi di cui sopra. Al momento non c'è purtroppo nessun nuovo azionista all'orizzonte. Apprezzamenti per il Dott Mancini, presidente Fondazione, per aver avuto la capacità di assumere decisioni importanti e difficili ma coerenti per cercare di mantenere l'autonomia di questa Banca.

Si passa alle eventuali repliche degli azionisti, una decina di richieste a cui vengono concessi 3 minuti cadauno.

ore 14,10

Terminati gli interventi di replica. Risponde Viola

ore 14,15

Si vota

ore 14,20

Modifiche statutarie proposte approvate con il 98,88% dei voti ( 0,1% contrari  -  0,005% astenuti)

 

L'Assemblea è terminata.


Montepaschi apre la porta a nuovi soci

Cesare Peruzzi


SIENA. Dal nostro inviato
Con il voto favorevole della Fondazione Monte dei Paschi, l'assemblea straordinaria di Banca Mps ha approvato a larghissima maggioranza (98% dei presenti) la cancellazione del limite al possesso azionario, che finora aveva riguardato nella misura del 4% tutti i soci escluso l'Ente di Palazzo Sansedoni.

 

La modifica dell'articolo 9 dello statuto, ultimo baluardo formale a tutela della "senesità" della banca, è avvenuta in un clima di confronto civile, anche se con punte polemiche. In città sono comparsi murales d'accusa («Golpe sotto l'ombrellone»); davanti all'auditorium dell'assemblea c'era un presidio di protesta organizzato dalla Fisac-Cgil; e alcuni piccoli azionisti hanno adombrato il rischio di possibili "scippi" da parte di qualche magnate arabo o russo (Corradi), invitando a riflettere bene prima di tagliare l'ultimo legame col territorio (Semplici), o addirittura chiedendo di rinviare l'ordine del giorno (Falaschi).


Gabriello Mancini, numero uno della Fondazione nel cui portafoglio è ancora custodito il 33,5% di Banca Mps, ha parlato di «scelta indifferibile e inevitabile», e ha difeso dall'attacco di alcuni azionisti la legittimità del suo mandato, in scadenza il prossimo 3 agosto, e la bontà della delega ricevuta dalla deputazione amministratrice per togliere il vincolo del 4% dallo statuto della banca, citando anche il parere legale di Angelo Benessia al riguardo. Mancini, apparso molto determinato, ha quindi difeso l'operato della Fondazione, a suo dire «ingannata dai vecchi vertici della banca» (vedere altro servizio).
Il quadro della situazione disegnato dal presidente del gruppo di Rocca Salimbeni, Alessandro Profumo, non lascia spazio a interpretazioni: «Questo consiglio d'amministrazione vuole mantenere la banca a Siena, ma per farlo occorre restare indipendenti e dunque avere una base di capitale adeguata, che oggi c'è grazie agli aiuti pubblici», ha detto riferendosi ai 4 miliardi di Monti bond sottoscritti dallo Stato italiano. «Se non saremo in grado di restituire il finanziamento e pagare gli interessi relativi, il Monte verrà nazionalizzato - ha aggiunto -. In questo caso, la prospettiva sarebbe la vendita e uno smembramento: la banca, insomma, scomparirebbe».


L'unica strada è quella del rilancio operativo, su cui l'amministratore delegato Fabrizio Viola ha ricordato i progressi compiuti («Spero che l'analisi del piano di ristrutturazione da parte della Commissione europea non prenda tempi lunghi e contiamo di completare entro l'anno la cessione del back office, su cui già in agosto potremo annunciare novità»), oltre all'individuazione di nuovi investitori da far entrare nell'azionariato, sia in occasione dell'aumento di capitale da un miliardo previsto nel 2014, sia attraverso l'annunciata vendita di un ulteriore pacchetto di titoli da parte della Fondazione Mps.


«Sono operazioni che vanno fatte con intelligenza e coordinamento», è la sottolineatura di Profumo, che in assemblea ha voluto ricordare la collaborazione e il «rapporto responsabile e trasparente, nel rispetto dei rispettivi ruoli», instaurato con Mancini negli ultimi 15 mesi. «Nuovi azionisti all'orizzonte, per ora, non ce ne sono - ha commentato il presidente di banca Mps - anche perchè prima dobbiamo creare le condizioni per essere attrattivi».


La cancellazione del tetto al diritto di voto va in questa direzione. È stato introdotto anche il limite di età per i consiglieri (75 anni, 70 per il presidente, 67 per l'ad) e al numero di mandati per gli amministratori (non più di due). In sede ordinaria, l'assemblea ha poi deciso la revoca del consigliere Michele Briamonte, attualmente sospeso.
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