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MPS, il Riesame respinge l'appello dei PM
Articolo del 13 luglio 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da repubblica.it - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente.


MILANO - Il tribunale del riesame di Siena ha respinto l'appello presentato dai pm Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso contro la decisione del gip Ugo Bellini che non aveva convalidato il sequestro di 1,8 miliardi di euro emesso dai sostituti nei confronti di banca nomura. Il sequestro era stato disposto lo scorso 16 aprile dai pm che indagano su Mps nei confronti dell'istituto giapponese, con cui Rocca Salimbeni aveva stipulato i contratti per la ristrutturazione del veicolo Alexandria. 

Il decreto di sequestro, preso come atto di urgenza, non era però stato convalidato dal gip ugo che aveva espresso dubbi sia sulla necessità dell'urgenza sia sulle ipotesi di reato di usura e, in subordine, truffa, ipotizzate dai magistrati a carico di cinque persone, tra cui l'ex ceo di nomura per l'europa Sadeq Sayeed. Sulla stessa linea si è espresso il Riesame.

Nell'ordinanza, i giudici del Riesame sostengono che l'obbligo di marginazione per Mps nei confronti di Nomura non rappresenta "una perdita, ai fini della determinazione del danno ove si voglia ipotizzare la truffa, e nemmeno una componente della sproporzione tra le prestazioni, nell'ipotesi di usura, bensì una minusvalenza latente, valutata in un determinato momento" e dunque "l'importo non può essere oggetto di sequestro". 

E' quanto scrivono i giudici del tribunale del Riesame di siena (Stefano Benini, Francesco Bagnai, Pierandrea Valchera), nell'ordinanza con cui respingono l'appello dei pm. Per i giudici "nell'ipotesi di fisiologica conclusione del rapporto, mentre Mps rimborserà a Nomura (virtualmente, perchè restituendoli allo stato ne avrà da questo il rimborso) il valore nominale dei titoli, Nomura restituirà le somme corrispondenti alla marginazione, che quindi non rappresenta una perdita ma un deposito momentaneo di garanzia, tanto che viene iscritto a bilancio come 'credito verso altre banche".

Intanto i pm senesi, che hanno appena eseguito una rogatoria a Londra per accertamenti relativi al finanziamento per l'acquisizione di Antonveneta, stanno per chiudere proprio il filone di indagine relativa all'operazione condotta nel 2007-2008 per un costo di 9,3 miliardi.


Inchiesta Mps: il contratto Mps-Nomura era conosciuto prima dell'ottobre 2012

Il Mandate Agreement, ossia il contratto per la ristrutturazione del derivato Alexandria tra Mps e Nomura era conosciuto all'interno della banca da più persone ben prima del suo ritrovamento nella cassaforte dell'ex Dg Antonio Vigni.
 
Lo scrivono i giudici del Riesame di Siena secondo i quali anche il collegamento tra l'acquisto dei Btp 2034 e la ristrutturazione "é già chiaro nella valutazione della Banca d'Italia" dopo le ispezioni del 27/9 2011 e del marzo 2012".

Da: Sienafree.it

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