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MPS va all'esame di Bruxelles
Articolo del 12 giugno 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da ilsole24ore - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente. 


La banca va all'esame di Bruxelles

Cesare Peruzzi


FIRENZE
Nei prossimi giorni Banca Mps metterà le basi per decidere una fetta importante del proprio futuro. Lunedì l'amministratore delegato Fabrizio Viola consegnerà alla Commissione europea il piano di ristrutturazione del gruppo imperniato sulla riduzione dei costi (-16% in tre anni), il miglioramento dell'efficienza (7% di redditività netta nel 2015), il rafforzamento del patrimonio con il varo di un aumento di capitale da almeno un miliardo (già deliberato) e la vendita di un pacchetto di asset, come le attività di back office, credito al consumo, leasing e gli istituti controllati all'estero, in Francia e Belgio.


Sulla scorta di questo dossier, Bruxelles si riserverà di dare entro agosto il via libera defintivo agli aiuti di Stato ricevuti da Siena: 4,07 miliardi di cosiddetti Monti bond, sui quali nel 2013 Rocca Salimbeni paga il 9% d'interesse. L'Unione europea (oltre che Bankitalia) vuole però che il gruppo senese cancelli dallo statuto il limite del 4% al diritto di voto che vincola tutti i soci meno la Fondazione Mps.

 

Una richiesta in nome non solo della "normalizzazione" del Monte, ma anche della credibilità del piano di ristrutturazione. Trovare investitori disposti a comprare più del 4% della banca, finchè resta quel limite, sarebbe infatti un'impresa a dir poco difficile.


Ecco perchè entro lunedì è attesa la convocazione di un consiglio d'amministrazione (giovedì o venerdì la possibile data) che dovrà decidere su questo tema e convocare un'assemblea straordinaria per fine luglio-primi d'agosto a cui sottoporre la modifica dello statuto. Senza questo passaggio, l'Ue non darà l'ok ai Monti bond. E per la banca presieduta da Alessandro Profumo si aprirebbe uno scenario drammatico.


La strada sembra dunque tracciata. La stessa Fondazione, del resto, non è contraria a rivedere i vincoli al diritto di voto per gli azionisti della banca. L'Ente presieduto da Gabriello Mancini, che ha riscritto il proprio statuto limitando al 50% il peso della politica nella governance (i futuri deputati, tra l'altro, saranno designati e non più nominati) e in queste ore attende l'approvazione defintiva da parte del ministero dell'Economia, a sua volta ha tutto l'interesse a sbloccare l'appetibilità dei titoli Mps, dal momento che dovrà vendere ancora una quota importante (intorno al 15%) del proprio pacchetto (oggi pari al 33,7%), per restituire 350 milioni di debito aperto con il sistema bancario.


L'epoca dei condizionamenti politici sul sistema Fondazione-Banca Mps sta per finire. «Noi garantiamo che non ci sarà più ingerenza, non ci sarà più un presidente della banca scelto dalla politica», dice il nuovo sindaco di Siena, Bruno Valentini (Pd), che si è aggiudicato il ballottaggio di domenica-lunedì con il 52% dei voti. «Vincere è stato molto difficile - commenta - perchè quello che è successo a questa città negli ultimi due anni è qualcosa di terribile, che avrò il compito di far dimenticare. Al popolo senese faccio una solenne promessa - aggiunge - è finito il tempo in cui il sindaco può avere la tentazione di fare gli interessi di gruppi di potere, grandi o piccoli che siano, rispetto all'interesse della comunità: prima viene la comunità, poi il partito».

 

Per il Montepaschi (e per Siena) è un buon punto da cui ripartire.
 

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