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MPS nella polvere. I brokers consigliano.......
Articolo del 6 giugno 2013

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da it.finance.yahoo - che ringraziamo - esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di questo sito, che rimane autonoma ed indipendente.


Una seduta da dimenticare quella odierna per Banca Monte Paschi che quest’oggi ha vissuto una giornata a due velocità. Dopo aver archiviato la sessione di ieri con un rally di oltre quattro punti percentuali, quest’oggi il titolo ha regalato l’illusione di nuove rialzi, arrivando a segnare un massimo a 0,2668 euro, con un progresso di circa due punti e mezzo. Da questo livello si è avuta però una rovinosa caduta che non solo ha portato ad annullare il rialzo iniziale, ma ha provocato un vero e proprio crollo, tanto che il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso. Dopo aver segnato un minimo a 0,2388 euro, con una flessione di oltre l’8%, Monte Paschi ha concluso gli scambi appena sopra questo valore, a 0,239 euro, in ribasso dell‘8,08%. Decisamente esplosivi i volumi di scambio visto che fine sessione sono passate di mano quasi 550 milioni di azioni, più del triplo della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 155 milioni di pezzi.

Secondo quanto argomentato nelle sale operative, il forte ribassso che ha colpito quest’oggi Banca Monte Paschi è da ricondurre a fattori di carattere fondamentali. Il titolo si è spinto infatti su livelli elevati che difficilmente troverebbero una giustificazione, motivo per cui in area 0,26 euro sono scattate non poche prese di profitto per monetizzare parte dei guadagni realizzati grazie alla corsa degli ultimi mesi. Del resto Monte Paschi aveva guadagnato terreno fino a ieri, quando lo shopping era stato alimentato dai rumors relativi alla possibile abolizione del tetto del 4% previsto dallo statuto per i diritti di voto nelle banca senese. Questo limite ha sempre costituito un ostacolo per l’ingresso di privati nel capitale di Monte Paschi e in assenza del tetto del 4% sarebbe più facile trovare un socio, rendendo così il gruppo più appetibile per gli investitori interessati ad acquisire una quota. Per il momento comunque è ancora nulla di fatto per il tetto del diritto di voto al 4%, secondo quanto riportato da Milano Finanza da cui si apprende che il tema sarà discusso in occasione della riunione del Cda della banca in agenda il prossimo 13 giugno.

Gli analisti di Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) ricordano che l’eliminazione del limite del 4% del diritto di voto, oltre a ridurre il peso politico nella Fondazione, è necessario per ottenere il via libera definitivo della Commissione europea al finanziamento pubblico di Banca Monte Paschi, attraverso i 4 miliardi di euro di Monti Bond sottoscritti a fine febbraio dal Tesoro. Gli espeti dell’istituto di Piazzetta Cuccia considerano positiva una riduzione del controllo politico della Fondazione e quindi della stessa banca e guardaon con favore all’abolizione del 4% del limite del diritto di voto in quanto aiuta la potenziale ricapitalizzazione di Monte Paschi che mira al rimborso dei 4 miliardi di euro di Monti Bond. Intanto Mediobanca non si sbilancia sul titolo, confermando la raccomandazione “neutral”, con un prezzo obiettivo a 0,2 euro, che si colloca ben al di sotto dell’attuale valutazione di Borsa. Negativo il giudizio del Credit Suisse (NYSE: CS - notizie) secondo cui le azioni della banca senese sono destinate a sottoperformare il mercato, con un rating quindi “underperform” e un target price ritoccato leggermente verso l’alto da 0,13 a 0,15 euro. La banca elvetica segnala che Monte Paschi è la meno preferita tra le banche della periferia dell’area euro per via delle pressioni sugli utili, ma anche della struttura di finanziamento e dei timori legati ai livelli di solvibilità.

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