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Antiriciclaggio, attenzione ai tagli da 200 e 500
Articolo del 13 maggio 2013

Antiriciclaggio: vietato usare le banconote da 500 e da 200 euro

a cura di: Studio Valter Franco

Con un provvedimento del 3 aprile 2013 la Banca d`Italia ha fornito indicazioni in merito all`adeguata verifica della clientela per le Banche, le Poste Italiane spa, istituti di moneta elettronica, SGR, SICAV, societa` fiduciarie, agenti di cambio, mediatori creditizi etc.

La Banca d`Italia, a pagina 27del provvedimento, sezione V dal titolo "Operativita` con banconote di grosso taglio", sottolinea che l`utilizzo di banconote di grosso taglio, intendendo per tali quelle da 500 e da 200 euro, presenta un maggior rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, in quanto agevola il trasferimento di importi elevati di contante rispetto alle banconote di taglio minore, favorendo le transazioni finanziarie non tracciabili.

Nel caso quindi di operazioni di deposito, di prelievo, di pagamento e di qualsiasi altra operazione con utilizzo di banconote da 500 e 200 euro per importi superiori ai 2.500 euro (indipendentemente dal fatto che l`operazione preveda oltre tale importo l`utilizzo di altri tagli; ad esempio un versamento (o prelevamento) di 3.500 euro con 5 banconote da 500 euro, due banconote da 200 euro e 12 banconote da 50 euro, le banconote di "grosso taglio" superano i 2.500 euro) i destinatari del provvedimento debbono effettuare specifici approfondimenti, anche con il cliente, al fine di verificare le ragioni alla base di tale operativita` che consentano di escludere la connessione delle operazioni stesse con fenomeni di riciclaggio e, in mancanza di ragionevoli motivazioni i destinatari si astengono dall`effettuare l`operazione e/o dalla prosecuzione del rapporto continuativo gia` in essere e valutano se inviare una segnalazione di operazione sospetta.

Ai sensi di quanto disposto dalla parte settima del provvedimento, le disposizioni del medesimo si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Rag. Valter Franco

ROMA – Attenzione alle banconote da 200 e 500 euro, la banca potrebbe guardarvi con sospetto. Il deposito, il prelievo e il pagamento con moneta di grosso taglio fa scattare un controllo rafforzato della clientela da parte delle banche: in caso di mancata giustificazione l’istituto può optare per la sospensione dell’operazione fino a un’eventuale segnalazione di movimentazione sospetta.

Sono queste le nuove indicazioni della Banca d’Italia concernenti adeguate verifiche anti-riciclaggio. A riportare la notizia è il quotidiano Italia Oggi che titola in prima pagina: “Banconote sospette, allertate le banche”. Il Sole24Ore invece annuncia controlli più stringenti anche sui conti correnti dei politici, sui conti aperti di società operanti nei settori degli appalti, sanità, rifiuti ed energie rinnovabili. Di più, ai fini di una verifica rafforzata le banche potranno e dovranno consultare le relazioni delle autorità investigative nazionali per acquisire informazioni sulla clientela.

Restano escluse dai controlli richiesti da Bankitalia, a sorpresa, le imprese di assicurazione, per le quali però, scrive il Sole, probabilmente l’Ivass si pronuncerà a breve.

Spiega Italia Oggi che di fronte a clienti che utilizzano pezzi di grosso taglio è maggiore il rischio riciclaggio e/o finanziamento del terrorismo, in quanto così risulta agevolato il trasferimento di importi elevati e si favoriscono le transazioni non rintracciabili.

Gli elementi da tenere sott’occhio per la banca sono: il cliente, il rapporto l’operazione. Massima attenzione è richiesta in particolare nei confronti di rapporti con intermediari extracomunitari o con clienti che operano con valuta estera.

Il quotidiano in giallo riporta i casi in cui vanno disposte opportune verifiche:

1) quando si instaura un rapporto continuativo;

2) quando venga eseguita un’operazione occasionale, che comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che sia effettuata con un’operazione unica o con più operazioni frazionate;

3) quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;

4) quando sorgono dubbi sulla completezza, attendibilità o veridicità delle informazioni o della documentazione precedentemente acquisite dalla clientela (per esempio, nel caso i mancato recapito della corrispondenza all’indirizzo comunicato, o incongruenze tra i documenti presentati).

Da: ItaliaOggi


Antiriciclaggio, regole belle e impossibili: occhio a usare 200 e 500 euro. Problema risolto?

Tutto bello, in teoria. Il 3 aprile scorso, la Banca d'Italia ha emesso un corposo provvedimento in materia di antiriciclaggio. Nel mirino sono finite le banconote di grosso taglio, per intenderci quelle da 200 e 500 euro. Le operazioni di deposito e prelievo, così come quelle di pagamento, che avranno come protagoniste le banconote in questione dovranno essere sottoposte alle misure di adeguata verifica previste dalla normativa vigente e, in mancanza di informazioni sufficienti, essere segnalate alle autorità competenti da parte degli istituti di credito. Riciclaggio eliminato? Non proprio.

I 'consigli' di Bankitalia mirano ad eliminare gli scambi sospetti in contanti. Il concetto base da cui far partire l'analisi è molto semplice: andare in giro per il mondo con valanghe di liquidità in tasca è pericoloso. Avendo a disposizione bancomat, carte di debito e credito di ogni tipo, il portafoglio gonfio è e deve essere solo un lontano ricordo. In caso contrario, raddrizzare le antenne perché potrebbe esserci qualcosa di sospetto.

A questo punto entrano in gioco le regole di buona condotta volute dalla Banca d'Italia, pensate per arginare il problema e porre la parola fine sul riciclaggio di denaro sporco. Ma cerchiamo di capire come potrebbero svolgersi i fatti, anzi i misfatti. Uno dei clienti più in vista della banca potrebbe presentarsi agli sportelli ben carico di banconote, desideroso di rimpinguare il proprio conto corrente. Seguendo le istruzioni fornite da Bankitalia, gli addetti dell'istituto dovrebbero indagare, fare domande, accertarsi e, nella peggiore delle ipotesi, segnalare la condotta della controparte. E il cliente? Fuggirebbe a gambe levate, e con lui, tutte le sue disponibilità.

In un periodo di profondo credit crunch come quello attuale, ogni singolo conto corrente acquisisce un'importanza cruciale. Ecco allora che il rischio 'chiudere un occhio' potrebbe diventare se non la costante, una buona abitudine. Con buona pace del provvedimento. Negli anni passati, si è cercato di introdurre un sistema di controlli analoghi anche in ambito professionale, con risultati minimi. I professionisti avrebbero dovuto controllare la propria clientela e, annusato l'odore di bruciato, avvisare le autorità, col rischio di rompere il patto di fiducia che spesso lega il cliente con il proprio consulente.

Più che le regole, a cambiare deve essere la mentalità con cui affrontare il problema. Colui che nel rispetto delle proprie funzioni adempie agli obblighi di segnalazione è visto dall'opinione pubblica come uno spione, una figura da cui fuggire e da guardare con sospetto. Niente di più falso. Fischiare per richiamare l'attenzione delle guardie dovrebbe essere la normalità, non l'eccezione messa alla berlina. Senza il cambio di passo però si rischia di avere una bellissima automobile senza benzina: stupenda da guardare, ma relegata nell'ombra di un garage. Ecco perché il provvedimento, seppur meravigliosamente architettato, rischia di essere poco efficace al momento della reale applicazione.

Da: Internationa Business Times


 

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