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Disavanzo da 193 milioni per la Fondazione
Articolo del 30 aprile 2013

Siena, 1 maggio 2013 - UNA CITTÀ che viaggia sempre in rosso. Non si tratta di moda — anche se si tratta sempre di una tendenza — e non si parla di politica o di un partito —: ma ancora una volta di conti. L’indomani l’assemblea degli azionisti della Banca, ieri si è riunita anche la Fondazione Mps, con la sua Deputazione generale e all’ordine del giorno era proprio la bilancia contabile, ovvero il rendiconto di esercizio 2012. Allora, dopo le tante voci e verità su un ente più che in difficoltà, non stupirà nessuno che il conto dell’anno passato si sia chiuso con poco meno di 200 milioni — 193 per la precisione — di disavanzo. Anzi, a fronte ai 331 milioni di rosso del 2011, c’è chi mette l’accente su un leggero miglioramento della situazione.


Chiaro che la Banca sia sempre nei ‘pensieri’ di Banchi di Sotto: se, infatti, sul 2011 le svalutazioni delle quote detenute in banca Mps che avevano fatto precipitare i conti dell’allora socio di maggioranza (oggi sceso al 34,7% del capitale azionario) anche il 2012 ha viaggiato nella stessa direzione.
Al di là dell’annata poco rosea, dunque, va ricordato che la Fondazione conta ancora 350 milioni di debito contratto con le banche per sostenere l’ultimo aumento di capitale della conferitaria.
Una curiosità, infine, sulla movimentata giornata di ieri della Fondazione: poco dopo l’inizio della seduta pomeridiana, infatti, le agenzie di stampa riferivano di un acceso dibattito fra i deputati chiamati a votare il bilancio. Certo la verità fa male: al punto che il presidente Gabriello Mancini, avvisato della fuga di notizia in tempo reale, irritato ne chiede immediatamente conto ai deputati. Un rimprovero bello e buono, dal suo punto di vista.


TANT’È, a fine serata la Deputazione approva all’unanimità l’esercizio 2012 — e diversamente non poteva fare —, pur senza escludere che qualche voce contraria ci possa comunque essere stata.
Marginale, invece, la discussione sulla revisione dello statuto dell’ente, altro punto all’ordine del giorno: l’organo di indirizzo ha infatti solo preso atto delle osservazioni — una dozzina — pervenute dagli enti territoriali accreditati. Ma non è andato oltre: anche in questo caso la discussione è aperta ma ci vorrà più di un pomeriggio per chiuderla.
Paola Tomassoni

Da: lanazione.it

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