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MPS: cessione di Anima Holding
Articolo del 13 aprile 2015

Da Forexinfo.it


Non accennano a placarsi le polemiche su MPS che fallisce i test della BCE sulla governance aziendale e comunica a Consob un'esposizione irregolare verso la banca giapponese Nomura. Ecco perché la cessione di Anima Holding diviene sempre più conveniente e probabile.

Su richiesta della Consob, il Monte dei Paschi di Siena ha diffuso una nota che rivela nuove irregolarità sul fronte internazionale. Dopo la chiusura dell’inchiesta di Milano si tratta dell’ennesima cattiva notizia che giunge proprio a ridosso dell’aumento di capitale che segnerà il futuro dell’istituto di credito senese.

Una manovra, quella dell’aumento di capitale, che, ormai, appare sempre più insufficiente e che dovrà essere, con probabilità sempre crescenti affiancata dalla cessione di Anima Holding, la SGR controllata dal gruppo MPS.

L’esposizione verso Nomura 
Nella nota diffusa da MPS torna in ballo la vicenda dei derivati che ha portato la banca sull’orlo del tracollo, dal momento che vengono rese note gli effetti che le operazioni finanziarie illecite hanno continuato a produrre nello scorso anno:

«Alla chiusura dell’esercizio 2014, il valore dell’esposizione verso Nomura, in relazione al patrimonio di vigilanza si è attestato al 34,68% a livello consolidato e al 35,55% a livello individuale»

La banca giapponese Nomura era una delle controparti di MPS nello scandalo dei derivati e nei confronti di questo istituto di credito, nel bilancio 2014, il Monte dei Paschi segnala un’esposizione che si aggira intorno a un terzo del capitale, andando molto oltre i limiti regolamentari previsti del 25%.
A tal proposito MPS ha anche avviato delle procedure volte a valutare

«ogni possibile iniziativa utile a ricondurre il valore della posizione entro i limiti previsti dalla normativa prudenziale»

Le possibili iniziative che MPS deciderà di mettere in campo dovranno, comunque, soddisfare sempre la stessa esigenza: fare cassa. un’esigenza che potrebbe esserre soddisfatta cedendo la quota di Anima Holding che l’istituto di credito senese detiene attualmente.

Il fallimento dello Srep BCE 
La nota diffusa da MPS aggiunge anche un ulteriore dato negativo dal momento che comunica il fallimento dello Srep. Lo Srep è un particolare stress test con cui la Banca Centrale Europea valuta i dispositivi di governance delle banche sottoposte alla nuova vigilanza unica:

«Lo Srep ha avuto un esito complessivamente sfavorevole (’overall unfavourable’) per il gruppo Montepaschi a causa, inter alia, dell’alto rischio di credito, dovuto principalmente al livello dei crediti non-performing»

Proprio in seguito al fallimento dello SREP, MPS ha fatto sapere anche che a BCE ha sollecitato il Monte dei Paschi a valutare eventuali operazioni di aggregazione con altre banche. Come era già emerso a proposito della vicenda Banche Popolari, si tratterebbe di un’operazione di raforzamento ulteriore che andrebbe ad affiancarsi alla ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro che sarà avviata entro il prossimo giugno.

«Le eventuali operazioni di aggregazione (...) sollecitate dalla Bce nella “Decision of the European Central Bank of 10 February 2015”, sono aggiuntive rispetto all’aumento di capitale (...) sottoposto all’Assemblea straordinaria degli azionisti convocata in data 14-15-16 aprile 2015 ed alle altre attività previste dal Capital Plan e sono finalizzate, tra l’altro, a migliorare la redditività attesa e la capacità di generare capitale organicamente da parte della Banca, nonché eventualmente a rafforzarne ulteriormente la patrimonializzazione e la qualità del credito, al fine di rispondere alle criticità evidenziate dalla Bce nell’ambito del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP)»

La cessione di Anima 
Al di là della ricapitalizzazione e di eventuali aggregazioni, la cessione della quota detenuta da MPS di Anima Holding appare sempre più probabile, dal momento che consentirebbe di ottenere nuova liquidità in modo più immediato rispetto alle altre due operazioni. 
MPS detiene una quota del 10,3% della società di gestione del risparmio partecipata anche dalla Banca Popolare di Milano e dal Credito Valtellinese e starebbe già studiando la cessione della propria quota. 
La vendita della quota di Anima si inserirebbe nella dismissione di differenti asset, già concordata con la BCE nel capital plan che ha fatto seguito alla bocciatura negli stress test dello scorso ottobre e vedrebbe tra i pretendenti il lizza Poste Italiane come il candidato più probabile. 
Non solo, anche i mercati hanno dimostrato di apprezzare questa decisione dal momento che il titolo Anima negli scorsi giorni è stato soggetto a un volume di scambi maggiori del solito e il valore delle rispettive azioni è passato a 7,79 euro con una variazione positiva del +7,52%. Un dato quest’ultimo che consentirebbe di ottenere a MPS maggiore liquidità, dal momento che, dopo l’apprezzamento del titolo, il Monte incasserebbe un’importante plusvalenza. 
Occorre ora comprendere, dal momento che non ci sono ancora stati contatti tra i soci di Anima, quanto potrebbero persare gli accordi di lock-up che impediscono a MPS la vendita della propria quota. Queste clausole renderebbero meno immediata la dismissione della quota di Anima detenuta da MPS anche se nei prossimi giorni dovrebbe scadere il lock-up della durata di 12 mesi che era stato decretato nell’Aprile 2014, al momento della quotazione in borsa di Anima, dagli azionisti.

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#test #BCE #Nomura
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