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Nel 2015 UBI Banca pronta a salvare Banca MPS
Articolo del 23 dicembre 2014

Non c'è nessun dossier sulla scrivania di Victor Massiah, amministratore delegato di Ubi Banca. Ma le voci sono sempre più insistenti e le ipotesi non sono poi così lontane dalla realtà: Ubi Banca potrebbe salvare il Monte dei Paschi di Siena.

La più antica banca del mondo, fondata nel 1472 in Toscana, è uscita dagli stress test della Banca Centrale Europea con diverse richieste (prima fra tutte una ricapitalizzazione da 2,5 miliardi di euro), ha una Fondazione con troppi buchi ed è troppo fragile sul mercato.

Che Monte dei Paschi non goda di buona salute si vede anche dal calo del titolo: nell’ultima settimana è sceso del 17%. Si comprende meglio la situazione se si osserva il valore delle azioni da ottobre ad oggi, due mesi fa era di un euro, ora viaggia sotto quota 50 centesimi.

Monte dei Paschi non può reggere a lungo questa situazione. C'è chi prevede l’entrata in gioco di alcuni fondi d’investimenti cinesi nella proprietà della banca toscana, voci però smentite. La vera partita si aprirà con l’aumento di capitale, previsto nella primavera prossima quando entreranno in gioco diverse banche.

Anche se due colossi italiani sembrano più interessati ad altri campi, Unicredit sull’Est Europa, così come Intesa Sanpaolo proiettata più all’estero che all’Italia.

Ubi Banca invece, che è stata la prima dei colossi bancari ad avviare la ricapitalizzazione e a rispondere a tutti i parametri previsti dalla Bce, guarderebbe con interesse alla Monte dei Paschi ma a due condizioni: non è interessata ad una corsa al rilancio e rinuncerebbe a rilevare di fatto tutto il Monte per prendersi solamente ciò che le interessa. Ovvero gli sportelli di Antonveneta, che significa quattro agenzie in Trentino-Alto Adige, 59 in Friuli-Venezia Giulia e 288 in Veneto. In tutto 351 agenzie che per Ubi Banca rappresenterebbero la conquista del Nordest e la continuità di quella “banca che corre lungo l’A4” , come piace ricordare a Massiah.

Se gli spagnoli del Santander o i francesi di Bnp Paribas non giocheranno brutti scherzi, lo spezzatino all'italiana della banca più antica del mondo permetterebbe a Siena di mantenere il cuore e l’indipendenza del Monte (che dura da 542 anni) oltre ad essere in regola secondo i parametri dettati dalla Bce, e ad Ubi Banca di portarsi a casa un risultato notevole espandendosi ad Est.

Se così fosse, si aprirebbe per il quarto colosso bancario italiano con base a Bergamo un nuovo dilemma: come inserire Antonveneta nella gestione di un modello federale di banca come quello di Ubi?

Forse prima del prossimo 25 aprile, data dell’assemblea dei soci di Ubi Banca, Massiah potrebbe spiegare la sua soluzione al mercato e agli azionisti.

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